Per non dimenticare Gabriella e Vera De Cori

Nel periodo in cui a San Rossore si firmavano le leggi razziali, la maestra Gabriella De Cori, insegnante elementare al piano terra del palazzo comunale di Santa Maria a Monte, dovette far le valigie e fuggire via, in quanto ebrea.

«Non era facile per i suoi alunni capire perché quell’addio, perché quelle lacrime quando li baciava uno per uno».

Gabriella e Vera De Cori rappresentano la tragedia scritta nella vita di tutti i giorni e ricordarle è un riscatto da quella violenza. Sembra sempre banale l’invito al ‘ricordo’, alla ‘memoria’, come se a mostrare gli errori del passato si fosse immuni dai baratri della ragione. Eppure è quanto poi vediamo nella cronaca di tutti i giorni. L’antisemitismo non è affatto un ricordo, e il peggio della storia è sempre pronto a ripresentarsi nel presente senza neppure a volte cambiare forma.

Abbiamo intervistato Alberto Fausto Vanni, coordinatore del PRI in provincia di Pisa su una importante iniziativa.

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