Al Referendum Costituzionale votiamo No

Perché il Sì è un modo subdolo per rompere ogni legame tra eletto ed elettore.
Perché il Sì è la pietra tombale a una riforma liberale delle istituzioni e della democrazia in senso uninominale e maggioritario.
Perché nessuno ne parla visto che il Potere ha paura del No.
Perché chi non andrà a votare fa il gioco della partitocrazia, in quanto questo referendum è senza quorum.
Perché vorrei una legge elettorale con Collegi piccoli.
Perché l’informazione ha silenziato l’argomento.
Perché se vince il NO cambia tutto.
Perché vogliono depauperare il Parlamento.
Perché la democrazia liberale esiste se esiste la possibilità del dissenso.
È tutto silenziato, oscurato, spento, fermo, sottaciuto, imbavagliato. Tutto tace, tranne un pericolo trasmesso a reti unificate. La paura è costantemente stimolata, ampliata, indotta. La psicosi è inevitabile. La corsa alla mascherina è provocata e alimentata. L’isteria è una conseguenza del terrore che corre sul filo. Subiamo ad ogni ora del giorno e della notte una comunicazione mass-mediatica totale e totalizzante. Sì restringono le libertà individuali ed è scomparso il Nuovo Umanesimo promesso da questo Governo. Nulla più si immagina perché, ora, finalmente, tutto si sa. È sparito anche il prossimo referendum di Marzo. Quasi nessuno sa che presto si andrà a votare per un referendum costituzionale. Non si deve sapere. L’emergenzialismo è tornato ad essere la cifra politica del nostro Belpaese. Sono 50 anni che l’Italia è suddita dell’emergenzialismo. Si procede per emergenze e non, come dovrebbe essere, per urgenze, per motivazioni, per spazi di libertà, cioè di responsabilità. Pochi sanno del referendum e pochi sono informati sul perché si andrà a votare. Non si parla più perché si parla solo e soltanto di una cosa, una cosa solamente. E non si parla d’altro. Se ne parla, perdipiù, troppo e male.
Gli ascolti salgono, certo. Nei Regimi, i consensi crescono. Ovvio. Comanda la paura, vince il terrore, perde la libertà, muore la giustizia, finisce la democrazia. E finisce pure questo Governo che ha cavalcato l’ubriacatura mediatica e ne resterà schiacciato. La paura fa più danno del morbo. L’allarmismo produce pericoli incontrollabili. Niente più teatro. Niente più cinema. Niente più musei. Niente più scuola. Niente più cultura. Niente più sport. Niente più incontri. Niente più abbracci. Niente più baci. Per fortuna, non esiste più ciò che non viene più raccontato. Amen.