Biblioteche parallele: tra Carlo Magno e Maurizio Quadrio

Cosa hanno in comune Carlo Magno e Maurizio Quadrio? La passione profusa in biblioteche parallele. L’imperatore del Sacro Romano Impero dovette la solidità del proprio regno grazie alle fondamenta date da un apparato amministrativo colto e preparato, che differenziò i Franchi dagli altri regni barbarici. Carlo Magno concepì la cultura come uno strumento imprescindibile di governo ed investì molto in essa, portando a quel fiorire di studi oggi conosciuto col nome di rinascita carolingia. Tale risveglio culturale rispose ad un acuto pensiero politico: per il Sovrano la coesione tra popoli molto diversi tra loro è favorita da leggi ed istituzioni comuni, ma garantita dalla condivisione di una cultura comune. La fine dell’Impero Romano d’Occidente aveva generato una dispersione di quel bagaglio di conoscenze caratterizzanti la civiltà latina. Carlo Magno sognò di ripristinarlo, arricchendolo in continuità col mondo greco romano, attraverso riforme scolastiche ed istituzione di Biblioteche, assicurandosi una legittimazione tale da far proliferare l’Impero.

A mille anni dall’incoronazione di Carlo Magno, nasceva a Chiavenna Maurizio Quadrio. L’apostolato sociale e la pedagogia popolare di questo mazziniano intransigente trovò nella formazione di biblioteche in favore del proletariato italiano la sintesi del binomio di pensiero ed azione. Prese consapevolezza sul come il mero attuare una soluzione necessaria ai problemi della società, senza una spiegazione ragionata, avrebbe reso effimero qualunque risultato ottenuto. In innovazione con lo spirito carolingio, troviamo la volontà di impiegare l’elemento culturale come collante sociale, nella convinzione filosofica di come le idee repubblicane fossero eterne e che dunque bisognasse fare opera di maieutica nei confronti delle messa affinché le cercassero, trovassero ed una volta acquisite diffonderle. Questo il chiaro fine dell’attività pubblicistica come direttore de “L’Emancipazione”, giornale rivolto ad operai e contadini.