Giuseppe Petroni, il “piccolo Proudhon” tra Mazzini e la Massoneria

25 febbraio 1812, Bologna, nasce Giuseppe Petroni, il “piccolo Proudhon” italiano. Avvocato, membro della Giovane Italia, partecipa ai moti bolognesi del 1831 con la legione Pallade, una sorta di corpo militare creato dagli universitari bolognesi, e l’anno successivo aderisce alla setta carbonara degli Apofasimeni. Combattente della guerra del 1848 con i volontari pontifici, nominato Sostituto al Dipartimento di Statistica durante la Repubblica Romana, dopo la restaurazione conserva l’incarico alla Procura dei poveri fino al 1850, quando è destituito per aver pubblicato l’arringa in difesa di monsignor Carlo Gazzola, reo di aver scritto articoli contro Pio IX e a favore dell’abolizione del potere temporale dei papi. Tra gli animatori del comitato centrale dell’associazione nazionale italiana, viene arrestato nel 1853, alla vigilia di un tentativo insurrezionale. Condannato a morte, pena tramutata in carcere a vita, viene liberato dopo la presa di Porta Pia. Direttore del giornale anticlericale La Roma del Popolo, fondato con Mazzini, milita nel partito Repubblicano, senza rivestite incarichi parlamentari. Massone, primo Maestro venerabile della loggia “L’Universo”, fondata a Firenze dal Colonnello Lodovico Frapolli, membro del consiglio del Grande Oriente nel 1872, Gran Maestro del grande oriente d’Italia dal 1882 al 1885, appartenne al Rito scozzese antico ed accettato e fu membro effettivo del supremo consiglio dei 33. Muore a Terni l’8 giugno 1888.