Biblioteche Parallele: una mini rubrica di cultura e politica

Apprendendo a fine gennaio di come a Carrara continui l’allestimento di una Biblioteca Mazziniana, un’iniziativa lodevole in un’Italia dove negli ultimi cinque anni oltre duemila librerie hanno chiuso, è opportuno chiedersi a cosa servano oggi le biblioteche? Con riferimento soprattutto a quelle pubbliche. Vi è la funzione primaria dell’accesso gratuito alla conoscenza, la quale non è integralmente disponibile su internet. Accesso e condivisione che è bene precisare rimangono sotto un’egida pubblica, indipendente, non quindi soggetta alle volubilità del privato o del mercato. Un regime dittatoriale può pagare Mr. Google per impedire l’accesso ad informazioni “scomode”, ma, tanto per intenderci, da ciò la Nazionale di Firenze è immune. Le biblioteche smorzano le diseguaglianze, rafforzando la democrazia. Per Umberto Eco la biblioteca è uno dei gangli identitari della cultura occidentale, definita una memoria vegetale, secondo cui l’insieme delle biblioteche rappresenta la memoria dell’Umanità. Quindi la problematica della lettura del libro, della sua conservazione si evolve in questione legata a doppio filo con la continuità della memoria e quindi alla coesione sociale. In ciò la biblioteca diviene contemporaneamente simbolo e realtà di una società complessa come la nostra. Ciò vale più in Italia che altrove, tant’è che nella nostra letteratura la visione del creatore nella Divina Commedia è così descritta: “e vidi raccolto in un volume ciò che nell’universo si squaderna”. Dio inteso come una biblioteca delle biblioteche.

Riletta in questi termini, la biblioteca dunque nel nuovo millennio mantiene ed assume nuovi ruoli e significati. A tal proposito, possiamo anticipare che per quattro venerdì consecutivi, a partire dalla prossima settimana, sarà pubblicata una mini rubrica dal titolo “Biblioteche Parallele”, dove saranno affiancate alle grandi biblioteche di personaggi che cambiarono la storia del Mediterraneo quelle certo non meno importanti volute da personalità repubblicane.