Paura e informazione

Cosa ci viene in mente se parliamo di paura in questi giorni? Sicuramente il rischio di pandemia per il misterioso “corona virus”, anzi Covid-19. L’essere microscopico e sconosciuto che mette in ginocchio il gigante cinese apparentemente invincibile.
Averne paura è immediato perché nel mondo globalizzato bisogna stare in guardia di fronte ai rischi di contagio e riunire tutte le forze possibili nella ricerca di un vaccino è indispensabile. Ma concentrare l’attenzione mediatica prevalentemente su questo fenomeno diventa fuorviante e forse non è dal punto di vista giornalistico deontologicamente corretto. Compito dei media è diffondere l’informazione anche per creare consapevolezza e conoscenza della realtà tra i cittadini. Orientare dunque l’informazione su un fenomeno, piuttosto che un altro, è importantissimo non per il successo, i gossip, la curiosità, ma per la democrazia, perché la libertà nasce soltanto dalla conoscenza. Distogliere l’attenzione da un evento rispetto ad un altro può diventare una scelta molto pericolosa.
Fra i numeri più negativi cos’è allora che spesso trascuriamo? Riportiamo alcuni confronti un po’ a caso per dare un’idea di cosa si conosce e cosa si sottovaluta.

  • Covid-19: 2.004 i morti causati in Cina, la Commissione nazionale cinese per la salute stima a 74.185 il numero dei contagi (in Italia per il Covid-19 ci sono state oltre 2 milioni di visualizzazioni sul portale dedicato al nuovo coronavirus e più di 15.000 chiamate al numero gratuito 1500).
  • Ogni anno nel mondo quasi tre milioni di persone muoiono sul posto di lavoro mentre gli incidenti coinvolgono oltre 374 milioni di soggetti, infortuni largamente evitabili (dati Nazioni Unite e Ilo, Organizzazione Internazionale del Lavoro).
  • Recente invasione delle locuste (100-200 miliardi di esemplari) dallo Yemen all’Africa orientale: circa 13 milioni di africani rischiano di morire di fame.
  • Pedofilia, soltanto in Europa 18 milioni di vittime di abusi, il 55% ha meno di 10 anni.
  • Incidenti stradali: nel mondo 1,2 milioni di morti nel 2017.
  • Femminicidi nel mondo, 137 ogni giorno.
  • Nel 2018, sono stati diagnosticati oltre 18 milioni di casi di tumore nel mondo, si prevede un aumento di circa il 60% entro il 2040 a causa dell’invecchiamento e dell’aumento della popolazione mondiale.
  • Nel mondo ci sono 705 milioni 549mila e 321 poveri, che vivono con meno di 1 dollaro e 90 centesimi, cioè 1,67 euro (dati del World food programme) ed è buona notizia perchè rappresentano meno del 10% della popolazione, nel 1820 erano il 94%.
  • Persone uccise dalla criminalità nel mondo (dati Unodoc): 464mila (nel 2017 ultimo anno disponibile per i dati) il numero più alto degli ultimi 25 anni.
  • Circa 89mila vittime nelle guerre nel 2017
  • 26mila morti in episodi di terrorismo nel 2017.
  • Nel 2018 oltre 12 mila bambini uccisi o feriti in zone di guerra, il numero più alto di vittime (dati Unicef) dal 2005.
  • 350 milioni i bambini che vivono in zone di guerra.
  • Più di 4.500 le persone uccise dagli effetti dei cambiamenti climatici nel 2019.
  • Nel 2019, 272 milioni di migranti nel mondo, in continuo aumento rispetto agli anni passati (dati del dipartimento dell’Onu per gli Affari economici e sociali, Desa), in aumento di 51 milioni dal 2010, una crescita a un tasso più alto di quello della popolazione mondiale (costruire muri sembra a dir poco sciocchino!).

E qui mi fermo, perché questi numeri mi danno tristezza e perché mi piacerebbe che si cercasse un vaccino un po’ per tutto!