Abbiamo la responsabilità civica, civile e storica di rispondere alle urgenze

Come già accennato in altri articoli apparsi su L’iniziativa repubblicana, credo sinceramente che la politica italiana liberale e riformatrice abbia necessità di un federatore. Oggi, il vero leader di un’ampia area liberaldemocratica non può che essere un federatore, una persona capace di unire, di mettere intorno a un tavolo 11 leader, come fu la nazionale di Enzo Bearzot al Mundial del Spagna del 1982. Tutti coloro, invece, che si sentono capi, che vogliono mettere su un pessimo spettacolo politico da “One Man show”, sono destinati a ripetere gli errori del passato. Vogliono tutti essere il leader indiscusso e unico del proprio Partito, invece di essere umili e aggregare una squadra di leader, in cui ciascuno sia leader nel proprio ruolo.
Per costruire un campo “altro” della politica italiana, i Corsari a sostengono e promuovono da quasi dieci anni la formazione di un Partito riformatore, innovativo, liberale, libertario, repubblicano, con al centro l’essere umano, l’individuo, la persona, ma caratterizzato anche da una “intelligenza collegiale”, connettiva, interagente, interdipendente, cioè un soggetto politico costituito da singoli spiriti liberi e dalla forza della squadra.
La politica italiana ha davanti a sé due strade. C’è quella proveniente dall’istinto e dal Potere fine a se stesso, che asseconda e stimola la pancia del Paese. E c’è quella dell’intuito, dell’intelligenza, della riflessione ragionata, del dialogo e, soprattutto, della concretezza. La prima gioca tutto sui respiri cortissimi, sul mordi e fuggi, sulla fretta dei tempi televisivi, sugli slogan rapidi e insulsi, sugli scontri gridati e sulle passioni. La seconda, al contrario, si realizza nel tempo, si costruisce a fatica, si elabora insieme agli altri, si nutre di pensiero e di parola, si rafforza nell’urgenza, che è cosa diversa dalla fretta.
Lancio da queste colonne, perciò, l’idea di un “Progetto riformatore”: aperto, inclusivo, dinamico, in divenire e rivolto soprattutto ai trentenni. Se la memoria è viva, ognuno contribuisca con le idee per il futuro.
Purtroppo molti (ma per fortuna ci sono notevoli eccezioni) di coloro che hanno oltre quaranta anni di età sembrano ancora inchiodati ai vecchi schemi ideologici del Novecento, ragionano e pensano secondo vecchie strutture tipiche di un sistema politico ormai superato, sono troppo coinvolti emotivamente da rivalse e rancori personali, si portano appresso acredini, incomprensioni e nostalgie del passato.
Ci sono diverse spinte riformatrici, invece, che provengono da ogni parte d’Italia e che meritano il nostro ascolto e la nostra lettura. E che sia una lettura politica.
Ebbene, al di là delle parti in gioco, dei partiti mass-mediatici e della partitocrazia dominante; al di là delle ideologie ormai defunte e del potere fine a se stesso; al di là dell’età o della generazione di appartenenza; noi corsari di questo 2020 abbiamo la responsabilità civica, civile e storica di rispondere alle urgenze, alle richieste e alle parole, interiori ed esterne, che ci spronano a cambiare questo assurdo sistema fatto soltanto di pregiudizi e di pregiudiziali. Senza meriti, senza sbocchi, senza futuro.
La domanda è: siamo disposti ad essere speranza per gli altri? Siamo pronti a metterci in gioco in prima persona? Siamo disponibili a costruire un “progetto riformatore” per il nostro Paese? Lanciamo insieme un “Progetto riformatore” per i prossimi anni.
Riforma della legge elettorale in senso maggioritario e uninominale, riforme istituzionali per un federalismo italiano ed europeo, presidenzialismo controbilanciato da un Parlamento ricondotto a una dignità propria e al suo ruolo precipuo, riforma per una Giustizia giusta, legalità e legalizzazione. Per un’idea garantista della Giustizia. Per la Libertà.