Piccolo Comune, un concetto da ridefinire

La minore dimensione demografica è un parametro sufficiente per la definizione di un piccolo comune? Tali enti locali sono chiamati a gestire il tutto sommato il 54% del territorio nazionale con approssimativamente appena l’1% della spesa pubblica, a discapito del circa 32% della popolazione italiana. La sproporzione tra risorse disponibili ed obblighi chiamati ad adempiere è allucinante. E tale problematica accomuna equamente Nord e Sud, Centro ed Isole, senza alcuna distinzione, se non quella di discriminare maggiormente aree montane ad economia rurale. A tal proposito si offrono due esempi, uno calabrese ed un emiliano romagnolo.

Roccaforte del Greco è un comune aspromontano del reggino. Per tutta una serie di concause ataviche, questo paese sta morendo. Dallo spopolamento economico post secondo dopo guerra e per una sempre maggiore riduzione dei bilanci, che ne hanno abbattuto i servizi (lo scorso anno scolastico la pluriclasse delle elementari è stata chiusa, portando i pochi bambini del borgo a percorrere ogni mattina venticinque chilometri per recarsi in aula ed altrettanti per tornare a casa) se ne sta delineando il destino. Eppure quest’ente locale di appena quattrocento abitanti (secondo l’ISTAT) coi suoi bacini idrici fornisce d’acqua ben 76.000 abitanti del capoluogo di provincia e ne andrà a servire 240.000 in totale alla completa messa in funzione delle infrastrutture connesse alla sua colossale diga. Ma a Roccaforte nei rubinetti manca l’acqua. Cerignale è un comune dell’Appennino Ligure nel piacentino. Ente da centoventi abitanti (ma sempre su carta) ha in custodia uno di quei luoghi dove si formano le risorse essenziali all’economia agricola della Pianura Padana. Infatti dalla qualità dell’acqua del fiume Trebbia, l’affluente di maggiore portata del Po, dipende dal buono stato dell’area di Ponte Organasco. Anche questo Comune però soffre spopolamento e disimpegno istituzionale, cosa che porterà a certe ripercussioni, che non si è in grado di stimare.