Il 22 febbraio il Congresso regionale del Pri in Sicilia

«In Sicilia abbiamo tutto. Ci manca il resto». Così diceva Pino Caruso. Ecco, del resto si occuperà il prossimo Congresso Regionale del Pri. Si parlerà di memorie, di risorse, di possibilità. Insomma, si parlerà di Sicilia, a partire dalla ‘questione morale’ che danno ai lavori titolo e ispirazione principale. E a partire dai problemi, che, in Sicilia, vengono sempre decantati con solennità. Lo notava Dante Alighieri, che i siciliani hanno in genere questo grande istinto, rendere grande tutto, anche le tragedie, anche i problemi hanno un loro corpo, una presenza. Sono, diciamo così, ingombranti e poetici. Ma c’è un’altra ragione per cui questo congresso è importantissimo, alla vigilia di un voto referendario e alle regionali in Veneto, Campania, Liguria, Puglia, Marche, Toscana. Un’altra occasione per i repubblicani per esserci, dopo la prova in Emilia Romagna. I numeri forse, nell’appuntamento elettorale scorso, non saranno stati esaltanti, ma le sezioni si sono dimostrate vive, in salute.

«Tante Sicilie, perché? Perché la Sicilia ha avuto la sorte ritrovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, tra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e le canicole della passione. Soffre, la Sicilia, di un eccesso d’identità, né so se sia un bene o sia un male» (Gesualdo Bufalino)

Le tante Sicilie si incontreranno al Centro Congressi Hotel Il Gelso Bianco, alla presenza del segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro. Ne parliamo con il segretario regionale Pietro Currò.

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