Firenze dedica una piazza a Lando Conti, sindaco repubblicano e massone

Oggi, a 34 anni di distanza dell’omicidio del fratello Lando Conti, ex sindaco repubblicano di Firenze, la città ha voluto dedicargli un luogo simbolo per la giustizia: il piazzale davanti all’ingresso del Palazzo di Giustizia. Il 10 febbraio del 1986, all’età di 52 anni, Lando Conti fu assassinato da terroristi delle Brigate Rosse, in un agguato all’altezza del Ponte alla Badia al confine tra Firenze e Fiesole mentre andava a partecipare a un consiglio comunale del capoluogo. Fu colpito con 18 proiettili di una mitraglietta Skorpion, la stessa che l’anno prima aveva ucciso l’economista Ezio Tarantelli. I 4 brigatisti (Br-Partito comunista combattente) furono tutti catturati e condannati all’ergastolo. A Lando Conti i terroristi imputavano di essere stretto collaboratori del senatore Giovanni Spadolini, allora ministro della difesa, e di avere una piccolissima quota (0,2%) in una azienda fiorentina di radar che produceva anche per le forze armate. Oggi quindi la città tutta, attraverso la principale istituzione, ha voluto riconoscere il ruolo e la qualità del uomo Lando Conti, politico e massone dedito con passione al bene della sua città. Che oggi riceve finalmente il riconoscimento sia come persona che come vittima di una stagione di intolleranza e crudeltà, nella quale la violenza cercava inutilmente di erigersi a ideologia. Per il Grande Oriente d’Italia un altro ‘fratello’ che con la sua vita e il suo sacrificio ci ha lasciato una testimonianza di vero massone.

Era stato iniziato nel Grande Oriente d’Italia il 22 novembre del 1957 nella loggia “Giuseppe Mazzoni” (62) di Prato. Nel 1959 si era trasferito nell’officina “La Concordia” (110) di Firenze e nel 1970 troviamo il suo nome tra i fondatori della Costantino Nigra (714), sempre di Firenze. In seguito, passò alla “Abramo Lincoln” (884) che oggi è a lui intitolata. Fu Gran Cappellano, nel 1974, dell’Arco Reale. Nel 2006 è stato proclamato Gran Maestro Onorario alla memoria.

«Quattro logge portano il suo nome e la Massoneria lo ricorda e ne commemora come ogni anno l’anniversario della morte, tanto più fiera in un’epoca come la nostra in cui si vorrebbero escludere i fratelli dall’amministrazione della cosa pubblica, di uomini come lui che si sono impegnati sul territorio a lavorare per il bene comune, uomini di talento, preziose e importanti risorse per il paese, primi cittadini, che spesso hanno fatto la differenza».