Online la registrazione della direzione nazionale del Pri

Una direzione nazionale non la definisci con un aggettivo. Dentro ci sono le idee di tutti, le valutazioni, le speranze, le delusioni, le arrabbiature. Ma c’è intanto un’idea condivisa. Che la tradizione repubblicana c’è, la senti, la vivi e che ha ancora tanto da dire e da dare.
A Ravenna si è voluto fare il punto, e guardare al futuro. Non si tessono illusioni, ma i sogni sono fatti di entusiasmi, ragionamenti, professionalità.

Il segretario Corrado De Rinaldis Saponaro ha voluto fare un bilancio, sulla situazione politica in Italia, e soprattutto sulle elezioni in Emilia Romagna. Non andate benissimo, vero, ma almeno hanno consegnato l’immagine di un partito in salute, elitista, va bene, ma compatto e sicuro. L’esperienza di +Europa è stata un’esperienza importante, un abbozzo di quel progetto liberal-democratico di centro tanto sognato, sperato, perché il Pri è diverso, così diverso dagli attuali schieramenti di centrodestra e centrosinistra, che solo un cambio di paradigma e di mentalità può far sì che possa dispiegare in maniera prepotente la sua peculiarità. Saponaro ha inteso anche sottolineare lo sforzo culturale e informativo di molti amici, a partire da una iniziativa in qualche modo storica: il ritorno in libreria dell’Almanacco Repubblicano. Dopo i saluti di Stefano Ravaglia, e la relazione di Saponaro sono intervenuti Oliviero Widmer Valbonesi, Riccardo Bruno, Eugenio Fusignani, Massimo Andolfi, Giannantonio Mingozzi, Paolo Gambi, Saverio Collura, Nicola Mazzotti, Renato Lelli, Bepi Pezzulli, Moreno Lorenzini, Aldo Sanpaolo, Alessandra Ascari Raccagni.

Ascolta la registrazione