Una classe dirigenza di qualità? La risposta è il PRI

Mercoledì su La7 durante il programma DiMartedì ha creato dibattito lo stretto botta e risposta tra il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ed il direttore responsabile del quotidiano Libero Pietro Senaldi. Trattando la tematica sulla qualità della classe dirigente che si candida in politica, il magistrato ha affermato: «I professionisti affermati, così come la gente dotta e colta, non si impegnano in politica, perché hanno paura di sporcarsi e di rimanere invischiati. E quindi spesso spiccano mediocri o faccendieri che entrano in politica per fare affari e gestire il potere». Al che la risposta del direttore è stata: «Non sarà forse in parte responsabilità della magistratura? A me nessuno chiederà mai di fare politica, ma, se me lo chiedessero, io non accetterei per paura della magistratura essenzialmente». Il tutto conclusosi con una risposta distensiva del procuratore capo: «Ma lei ha un problema, allora. Lei vive male così».

È evidente come da Mani Pulite in poi vi è stata una sempre e maggiore disaffezione alla politica da parte di due fasce: i giovani e gli intellettuali. Con un picco tra i giovani intellettuali ci sarebbe da aggiungere. Ciò ha aperto lo porte ai demagoghi e populisti d’oggi. Il Partito Repubblicano Italiano nel suo essere una minoranza consapevole, si è caratterizzato e definito nell’essere un Partito in cui la figura del politico e quella dell’intellettuale coincideva nella stesse persone e personalità militanti ed espressione dell’Edera. Il PRI a ciò aggiungeva la fiducia nella gioventù, in cui trovarono impegno giornalisti, artisti e studenti che oltre a riconoscersi in un Partito, ivi trovavano una Dirigenza pronta ad accoglierli e valorizzarli. Ciò qualificava e in parte qualifica ancora adesso i Repubblicani, sì ridotti ai minimi termini, ma ancora in grado di essere e proporsi quale rappresentanza di italiani capaci, competenti, di elevata cultura ed intelletto. È da qui che l’impegno politico deve e dovrà sempre partire.