L'Intelligenza artificiale può entrare nei tribunali

A margine dell’apertura dell’anno giudiziario della giustizia amministrativa, il Presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi ha detto: «L’algoritmo dà garanzie di speditezza e di imparzialità, ma questo non può risolversi in una diminuzione di garanzia».
Secondo l’alto magistrato dunque sussistono ragioni per non utilizzare l’I.A. nel giudizio; ma, se la fase valutativa deve rimanere nelle mani del giudice, l’azione amministrativa può senz’altro giovarsi della tecnologia per raggiungere economie di scala ed efficienze gestionali, di cui l’amministrazione della giustizia – come qualunque altro servizio pubblico – necessita, soprattutto in un paese che sta scivolando velocemente nell’anti-modernità.
Ad esempio, una volta riconosciuti il danno e la responsabilità, potrebbe demandarsi ad un algoritmo il calcolo del risarcimento, secondo i medesimo criteri già oggi usati dalle corti.

«Il PRI ritiene necessaria la modernizzazione delle infrastrutture giudiziarie», dice Bepi Pezzulli, membro della direzione nazionale del Partito. «Bisogna sostenere ogni sperimentazione intesa al miglioramento della qualità dei servizi pubblici. Una ponderata introduzione della tecnologia della IA nei Tribunali può produrre efficienze economiche e gestionali».