Un personaggio che capisce il suo tempo

Senatore, è parola che nei secoli ha avuto significati diversi, denominazioni di stati sociali, di funzioni collettive, di cariche individuali (senza o quasi, funzioni). Senatore della Roma Repubblicana, Senatore di Roma (che organizzava le corse dei “berberi”, cavalli senza cavaliere al Corso e riceveva dalla Comunità Ebraica l’omaggio del palio da conferire al vincitore, ripagandolo con un calcio di sprezzo.
Senatori del Regno. Molte prerogative e molta autorevolezza ma scarso potere. E, poi Senatori della Repubblica.
Componenti della “Camera Alta” che, nella versione Italiana odierna più alta dell’altra non è, e che molti vorrebbero abolire. O, come cercò di fare Renzi, di affogarla in una gran pasticcio.
Ma c’è chi del Senato e della carica di Senatore ha una visione tutta particolare, al punto da ritenere di doverla esibire per esporre alla Procura della Repubblica denunzie di delitti o sospetti ed indizi di malefatte più o meno delittuose e più o meno non concepibili.
Nicola Morra ha passato, si direbbe, più tempo nella prima legislatura in cui fu eletto Senatore del Movimento 5 Stelle, a redigere denunzie di fatti da lui ritenuti veri e delittuosi e di sospetti ed indizi di essi e ciò qualificandosi: “il sottoscritto………nella sua qualità di Senatore della Repubblica”, piuttosto che a discutere leggi e provvedimenti.
Nella funzione di Senatore non c’è, però quella di raccogliere prove e voci o sospetti di delitti.
Ma ci sono sempre interpretazioni personali del proprio ruolo. Nicola Morra, benché professore, non pare facesse troppa distinzione tra Senatore e Delatore (brutta parola, malgrado l’assonanza con la carica illustre).
Denunzia oggi sospetta domani. Nicola Morra deve essersi fatto una cultura, per quanto molto personale, in fatto di crimini di organizzazioni criminali e di cose ritenute tali. Questa sua vocazione o aspirazione è stata accontentata nella ulteriore legislatura in cui è stato rieletto Senatore.
E’ stato, infatti nominato Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, posto lasciato libero nientemeno che da Rosy Bindi che non è tornata in Parlamento.
Nicola Morra, poteva considerarsi l’uomo simbolo di un rapporto di solidarietà e quasi di reciproca integrazione tra Movimento Cinque Stelle e Magistratura o per dire meglio “Partito dei Magistrati”, quella parte di essa che costituisce veramente un partito forte e, soprattutto, temuto.
L’uomo giusto al posto giusto. Tutto sta nell’intendersi sul significato di giustizia.
Non credo che le cose siano andate ugualmente bene al Senatore Antimafioso nel suo Collegio in Calabria. Verso la fine della campagna elettorale regionale lanciò un suo autorevole anatema contro non ricordo bene quale candidato del suo partito per sospetti di non so quale crimine o parentela “illecita”.
Ma la bomba del singolare Senatore-Delatore scoppiò ad elezioni avvenute con l’esito disastroso per i Grillini che tutti conoscono, anche se i giornali poco vi si sono soffermati.
Ha dichiarato pubblicamente di non aver potuto votare per il suo partito perché “inquinato”. Mafia? Corruzione? Non so bene, ma non è questo che credo conti troppo.
Se i Grillini hanno preso la batosta elettorale con reazioni più che altro all’interno del Movimento (e della Soc. Casaleggio & Compagni), la dichiarazione accusatoria di cotanto personaggio ha provocato apertamente il finimondo. Si fa per dire. Finché ci sono i seggi c’è speranza per chi sa continuare a scaldarli.
Morra si deve sentire un eroe, che ha sacrificato, non votando, il proprio partito, ai doveri ed alle virtù di “lotta alla criminalità” più o meno organizzata, ed a ciò chi è più o meno sospettato di esserlo. Cosa che è nella funzione e nella storia dell’Antimafia.
Fatti loro. Certo. Ma questo è l’andazzo delle cose. Questa la vocazione (e l’utilizzazione della vocazione) della crema dei nostri Uomini Politici (e, soprattutto, Antipolitici).
Perché, lo deferiscano o no ai probiviri della Casaleggio & C., è chiaro che con questo la carriera parlamentare del Senatore-Delatore è finita. Se non va a trovarsi (tutto è possibile) un altro partito.
La virtù dell’intransigere antimafioso così fornisce al Nostro un’altra copertura a quella che sarebbe uno scappar via dalla nave che affonda o un voltagabbana.
Così vanno le cose. Cioè non vanno.