In ricordo di Antonietta De Pace

Il 2 febbraio 1818 a Gallipoli (Le), nasce Antonietta De Pace. Di famiglia benestante, rimasta giovanissima orfana del padre assassinato, viene rinchiusa per alcuni anni nel monastero delle clarisse di Gallipoli. Quando una sorella sposa Epaminonda Valentino, un patriota napoletano, anche lei si appassiona agli ideali mazziniani ed entra a far parte della Giovine Italia. Dopo la morte del cognato nelle carceri borboniche, nel 1848 si trasferisce con la sorella a Napoli dove collabora con il comitato della Giovine Italia e, nel 1849, fonda un Circolo Femminile tra parenti di rinchiusi nelle carceri borboniche. Coinvolta sempre più nelle attività cospirative, il 26 agosto 1855, viene arrestata per il tradimento di un infiltrato. Processata, non viene condannata a morte per il voto di parità espresso dalla giuria. Liberata riprende la sua attività e fonda a Napoli un comitato politico mazziniano che aiuta i perseguitati politici. Collabora alla spedizione garibaldina del 1860 occupandosi dei feriti e quando Garibaldi entra a Napoli è tra le poche persone al fianco del generale vestendo i colori della bandiera italiana. Fondatrice di un comitato femminile per Roma italiana subisce l’arresto da parte dei pontifici, venendo rilasciata dopo le proteste del governo italiano. Nominata dal sindaco di Napoli ispettrice delle scuole della sezione Avvocata, si dedica, insieme al marito assessore alla Pubblica Istruzione, all’attività educativa fino alla morte, per malattia, che la raggiunge a Capodimonte il 4 aprile 1893.