Speciale Emilia Romagna. Quell’Edera forte in +Europa

In Emilia Romagna l’Edera all’interno dell’alleanza di +Europa regge e si fortifica. Diversi i momenti elettorali, uguale la formula: una lista di coalizione. Delle 1.540 preferenze raccolte con le europee a maggio dello scorso anno da Eugenio Fusignani ed Alessandra Chiantoni, le ultime regionali hanno trovato 1.491 riconferme nei dieci candidati repubblicani, sparsi da Rimini a Bologna, passando per Reggio Emilia, Ferrara e Ravenna. Un dato modesto a prima vista modesto, ma che se contestualizzato però diviene un risultato da non sottovalutare, specie considerato il tracollo di +Europa che è passata da 80.153 a 33.087 voti. Conti alla mano l’influenza del PRI all’interno dell’ombrello alleato cresce da un 1,92% ad un 4,50%.

Il Partito Repubblicano Italiano è un partito di minoranza consapevole, al mutare dello scenario politico di questa Terza Repubblica dovrà saper innovare il proprio ruolo, con continuità alla propria ideologia e nel rispetto di identità e tradizione mazziniana. Una sempre più stretta collaborazione con socialisti e liberali, magari sotto una federazione come quella offerta da +Europa, è sicuramente una delle vie che, se coltivate, potranno nel lungo periodo rendere delle autentiche e genuine soddisfazioni. L’Edera in Emilia Romagna è grintosa, con voglia di mettersi gioco e con tutte le carte in regola per porsi da esempio a quelle altre regioni, come la Calabria, sotto questo punto di vista forse ancor troppo intorpidite se non rassegnate all’inattività.