Il Grande Oriente d’Italia replica al Procuratore Antimafia Cafiero De Raho

«Rispettiamo il dottor Cafiero De Raho e siamo completamente vicini a lui sul piano della legalità e della lotta alle mafie ed al malaffare, ma crediamo che certe sue dichiarazioni, rilasciate a Napoli, ed in cui attribuisce alla Massoneria addirittura “un ruolo di comando” definendola altresì “quella camera in cui le varie forze condividono progetti. Ci sono la politica, la ‘Ndrangheta, Cosa Nostra, professionisti, magistrati, imprenditori. È la Massoneria che comanda”, risultino particolarmente pesanti e siano
andate ben oltre ogni ragionevole limite e dubbio».

Così Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. «Ci dispiace che un così alto ed apprezzato magistrato, tra l’altro nella sua delicata funzione di Procuratore nazionale Antimafia, si lasci andare a esternazioni così gravi e generiche. Addirittura si è passati dalla Massoneria infiltrata da forze e comitati di affari con fini illegali a quella che “comanda” queste forze. Il Grande Oriente d’Italia non può accettare che si spari pericolosamente nel mucchio e si scateni l’ennesima ingiusta e inqualificabile caccia al massone. La Massoneria non partecipa, per gli alti principi cui si ispira e che ne preservano il Dna, a comitati politici, d’affari o di qualsiasi altra natura. L’Uguaglianza, la Giustizia, la Solidarietà, il Bene Comune sono valori che noi perseguiamo ogni giorno, così come il rispetto delle regole e delle Istituzioni.

Regole e rispetto che sono sancite dalla Costituzione per tutti i cittadini e le associazioni. A tal proposito riteniamo sbagliato e fuorviante della realtà il libero accostamento – come il procuratore ha ulteriormente sostenuto – della Massoneria alle associazioni segrete. La Libera Muratoria non
ha nulla di segreto e non è un’associazione segreta, essa rientra a pieno titolo e nella massima legalità e trasparenza nel novero delle associazioni normate dall’articolo 18 della Costituzione. Inoltre l’esercizio del libero pensiero è ben sancito dall’articolo 3 della Costituzione.

Il procuratore nazionale antimafia sa bene che la responsabilità è sempre personale e che questo principio giuridico vale per tutti. Ribadiamo la nostra estraneità al quadro da lui descritto e lo esortiamo a evitare facili sentenze mediatiche che possono portare grave danno all’immagine e pericolo per l’incolumita’ di tanti onesti cittadini liberi muratori.

Auspichiamo che il dottor De Raho continui la sua brillante azione di magistrato con il profondo senso del dovere e i meriti che gli sono ampiamente riconosciuti ma che tale azione prosegua sempre sulla via della giustizia e dell’equità, non anticipando processi e sentenze che nel nostro Paese hanno prodotto purtroppo tanti presunti mostri e errate conclusioni. Essendo uomini liberi e senza segreti o pregiudizi di sorta lo invitiamo al Vascello per poter parlare di cosa è veramente la Massoneria e della sua nobile funzione sociale. Non di esercizio del potere ma di miglioramento e progresso dell’Uomo e della Società».