Eta Beta: una innovativa forma di partito

L’assetto politico italiano di oggi, a causa di una prospettiva ritornata proporzionale, ma che si è cominciata ad imporre fin dai tempi del “Porcellum”, è di nuovo in movimento. La politica italiana si avvia verso una trasformazione. Ecco, allora, che potrebbe acquistare forza il “progetto Eta Beta”, cioè quel progetto politico riformatore per un altro modello di partito per il futuro. Con una nuova e diversa forma-partito. Per un Nuovo Umanesimo liberale. Noi Corsari lo abbiamo ripetuto e proposto più volte in questi ultimi dieci anni. Anche di recente su L’iniziativa repubblicana. In tale contesto, allora, potrebbe acquistare forza il “progetto Eta Beta“. È necessario che nasca un Partito Riformatore, ma sul modello di Eta Beta. Mi spiego meglio: per noi Corsari della libertà, Eta Beta è un modello di partecipazione politica, in grado di organizzare una struttura e una forma organizzativa liberale e democratica, come quella che i Corsari sono riusciti concretamente a costruire e a praticare attraverso una “galassia” di iniziative tematiche, telematiche e territoriali. Con la caratteristica possibilità della doppia e tripla tessera, su vari livelli e per varie associazioni. Un progetto che potrebbe partire, quindi, dall’interno dei Corsari.
Infatti, tra le persone comuni, che vivono con attenzione il proprio quotidiano, sta riaffiorando la voglia per le grandi battaglie civili e gli ideali che hanno al centro sempre e solo lo stesso motivo: la libertà dell’individuo. Andare incontro a queste esigenze di libertà è un sogno che può diventare un progetto. E questo progetto può essere realizzato, organizzato, programmato con “intelligenza e intelligenze“, con sensibilità, con testa e cuore, con un’organizzazione che sia in grado di utilizzare (invece che umiliare) competenze e opportunità per il raggiungimento di un ambizioso, ma non per questo, irraggiungibile obiettivo: costruire anche nel nostro Paese una democrazia liberale.
Il “progetto Eta Beta” è l’idea che i Corsari hanno rilanciato più volte negli ultimi anni, avendola presa in prestito da un’intuizione di Giuliano Amato è finalizzata alla messa in opera di una nuova forma di attività e di partecipazione politica basata su piani di lavoro intellettuali separati, interdipendenti, ma uniti da “ponti” (contraddittori-dialoghi), cioè costruiti sulle capacità dei singoli e della cooperazione in gruppi, sulla cultura politica liberale, sulla sinergia, sulle competenze delle persone e degli individui, sull’intelligenza e sulla conoscenza, sulle qualità e sulle attitudini di ciascuno e dell’insieme.
Ma facciamo un passo indietro per guardare avanti.
L’esito delle elezioni del 1994, con l’allora sistema politico dell’alternanza, favorito dalla legge elettorale prevalentemente maggioritaria e uninominale, videro la netta sconfitta dei partiti di centro, ma se oggi si andasse verso un sistema proporzionale, allora un’area Liberal-democratica diventerebbe necessaria, oltre che possibile. In quel sistema in trasformazione, nel 1994, nell’anno di Silvio Berlusconi e di Forza Italia, il Patto Segni ottenne degli eletti soltanto nella quota proporzionale e solamente alla Camera, senza ottenere seggi al Senato.
In quel soggetto politico vi erano i cattolici liberali, simboleggiati da Mariotto Segni e da Mino Martinazzoli; alcuni esponenti d’area socialista, liberal-socialista e socialdemocratica, il cui riferimento era Giuliano Amato; c’erano Giorgio La Malfa e Carla Mazzuca Poggiolini, con una vasta area repubblicana; si unirono singole personalità politiche come Pietro Milio di area liberale-radicale; si aggiunse poi anche qualche esponente liberale come Valerio Zanone. Comunque, all’epoca, i quattro leader del Patto erano Segni, Mino Martinazzoli, Giuliano Amato e Giorgio La Malfa.

Servono, oggi più di ieri, partiti capaci di essere un cervello collettivo, una intelligenza connettiva, un corpo pluricentrico, una visione d’insieme ben più che un apparato burocratico. E siccome Eta Beta era un personaggio della Disney proveniente dal futuro, precisamente dall’anno 2447, chissà che nel XXI secolo tale progetto non riesca a diventare realtà. Comunque, anche se è un partito Eta Beta ancora non c’è, mi candido fin da ora a coordinare politicamente la nascita di questo nuovo soggetto politico. Infatti, proprio in queste ultime settimane, si è fortemente ridotta la stima degli elettori nei confronti degli attuali partiti, stima che è scesa a tal punto da raggiungere la percentuale più bassa da molto tempo a questa parte.
Quindi, si è formato già un altro campo rispetto a quello del blocco unico del Potere partitocratico e trasversale di destra-centro-sinistra. Quello della fine della funzione nobile dei partiti è il male più pericoloso del nostro tempo.