Il padrone del Paese

A dire la verità, l’onorevole Salvini non è ancora il padrone del paese e ammesso che presto lo potrebbe diventare, non vi è particolare ragione di comportarsi come se già lo fosse. Quella che è una semplice riflessione di buon senso non è comune alla dirigenza Rai, dove appunto Salvini è già considerato il padrone. Solo un padrone del paese potrebbe essere trasmesso nell’intervallo di un evento sportivo di certo richiamo per esporre le sue idee senza contraddittorio e a pochi giorni dal voto in due Regioni italiane. Questo è successo con Salvini su Rai1. I responsabili della trasmissione che hanno mandato in onda lo spot si sono precipitati a scusarsi, assicurando che rimedieranno già questa sera con un esponente di altra forza politica di maggioranza, quale Zingaretti. Il padronato sarà così dimezzato nel servizio pubblico, mai diventasse Zingaretti il leader del primo partito italiano, in Rai si sono già messi proni. L’idea che un servizio pubblico eviti di mischiare eventi di generi diversi, il calcio, lo spettacolo, con la politica, manca completamente. E pure la Rai ha una formidabile tradizione in questo senso, disponendo per molti anni delle tribune politiche, le uniche deputate a ricevere gli esponenti di tutti i partiti. E non ci si racconti delle ragioni pubblicitarie, perchè la trasmissione “Porta a porta” poteva benissimo far sapere durante l’intervallo della partita di ospitare Salvini o chi le pare, senza mandare in onda un video ed un sonoro della sua intervista. Ma per l’appunto la politica oggi è diventata parte dello spettacolo e la Rai, il cosiddetto servizio pubblico, brama di stare sotto un padrone che la rassicuri. Altrimenti sarebbe buttata sul mercato, come sarebbe pure ora.