Sardine: una follia a noleggio. Chi ha pagato, chi lo farà

Un partito, anzi niente affatto, una cosa che non è mica un partito ed è contro tutti i partiti. Non è di Sinistra, ma neppure di Destra. Cosa vuole? Per ora non lo sa. Ma vedrà di capirlo, per ora basta lasciare l’impressione di averlo fatto capire agli altri.
È nato, come si raccontava una volta ai bambini, trovandolo sotto un cavolo.
Un bel giorno, tanti ragazzi, tutti per bene, si sono alzati e si sono messi a cantare “Bella ciao”. Sono andati nelle piazze di alcune grandi città. Sempre cantando “Bella ciao”. Però hanno annunziato che faranno un coso, un congresso. No, quello lo fanno i partiti. E stabiliranno bene che cosa vogliono. Anzi: chi sono. Non però se saranno di Destra o di Sinistra che quello non va bene, è cosa vecchia e loro sono “nuovi”.
Così “nuovi” che non hanno avuto manco loro il tempo di capire che cosa sono, perché ci sono e chi e come ha fatto sì che ci fossero. Perché non si può dubitare che ci siano anche se non si sa che cavolo vogliono.
Questo lo dicono loro. E non gli viene da ridere. Se no tutto finirebbe.
Non si domandano come hanno fatto ad incontrarsi, a mettersi d’accordo, dove hanno trovato i soldi per radunarsi ed empire le piazze, non è troppo credibile. Ma è ancora meno credibile che questa curiosità non venga ai giornalisti ed ai molti che hanno cominciato a fare progetti per l’uso e consumo di queste “sardine”.
Che seguano le correnti atlantiche e quelle dell’Oceano Indiano, che si ritrovino al largo del Capo di Buona Speranza, sembra siano che così si debbano digerire anche senza un buon aperitivo.
Ma che volete c’è sempre qualcuno che ha la mentalità del rompicoglioni di quello che vuole sapere e non vuole essere preso per i fondelli!
Io in qualche misura appartengo a quella categoria, soprattutto perché mi incavolo di brutto quando qualcuno ritiene di potermi corbellare a buon mercato.
E, poi, ho il problema della storia.
Queste schiere pronte a tutto, tranne che a sapere che cosa, capaci di riempire le piazze, facendo così un lavoro per Tizio o Caio, mi fanno pensare, andando ben in là nel tempo, alle Compagnie di Ventura che alla fine del Medioevo ed all’inizio del Rinascimento, furono lo strumento di guerre, guerricciole, colpi di mano, estorsioni, minacce ed operazioni politico-militari varie.
Peccato che non ci sia (o che io non abbia avuto modo di procurarmela), una storia di queste Compagnie di Ventura, con una chiara spiegazione di come vennero in uso, chi ne pagò le spese prima che cominciassero a rendere etc. Sarebbe utile oggi di fronte al loro rivivere così meschino e balordo.
Ma ci sono state pure, in tempi più vicini a noi, delle Compagnie di Ventura, delle bande che sono nate senza sapere bene se essere di Destra o di Sinistra, che raccoglievano fieri personaggi di Destra e di Sinistra. Parlo dei Fasci di Combattimento. I primi ci misero un po’ a capire chi fossero e perché ci fossero e che cosa dovessero fare. Poi cominciarono ad incendiare le Camere del Lavoro, a bastonare i sindacalisti, ed allora, mostrando di averlo capito (quelli che non se ne andarono) divennero qualcosa che molto assomigliava alle Compagnie di Ventura. Solo che a pagarle erano sempre gli stessi: gli Agrari e qualche industrialotto.
Bastonare e darsi alla bella vita. E sentirsi molto stretti nel loro vincolo ed ai loro riti. Ad essere bastonati furono sempre i sindacalisti, i socialisti ed anche un po’ i popolari. In questo le “Squadracce” erano diverse dalle Compagnie di Ventura antiche. Sempre uno stesso padrone, sempre gli stessi nemici.
Non vorrei essere cattivo indovino.
Ma questa storia delle folle da riunire per le piazze senza sapere perché, e con i soldi di chi, giubilando per tutto ciò, questa è una “novità” (e non è vero) mi preoccupa e vorrei capirla meglio.
Altri che se ne preoccupino ed ai quali questa storia non appaia, come è, piena di stranezze, non ne conosco.
Sono convinto invece che ce ne sono. Ed il fatto che fanno finta di nulla, mi preoccupa.
Faccio male?