Come farsi odiare da tutti i libici in un colpo solo

L’Italia non può vantare straordinari rapporti con la Libia. Basta pensare che ancora nel 1980 il colonnello Gheddafi decise di produrre un film contro l’occupazione italiana, con un cast stellare, Oliver Reed, Antony Quinn, Rod Steiger, che venne distribuito in tutto il mondo e bloccato in Italia. I nazisti agli italiani in Libia facevano un baffo. Ora nessuno ci obbliga a sostenere il leader libico Serraj. La comunità internazionale può benissimo aver sbagliato ad indicare una personalità tanto debole che ha difficoltà persino a controllare i piani del palazzo del governo di Tripoli. Il terzo è stato per mesi in mano ai ribelli. L’Italia che con Minniti ministro parlava con le tribù invece che con il capo del governo, avrebbe tutte le ragioni a dire, guardate fate quello che vi pare noi sosteniamo Haftar. E’ vero che tutti i paesi occidentali sarebbero come dire colpiti dalla sfacciataggine di una tale presa di posizione, ma visto la scarsa attitudine a sostenere Serraj veramente, l’Italia potrebbe segnare una nuova tendenza e fare presto breccia. Altrimenti l’Italia dovrebbe fare come la Turchia, mandare uomini e mezzi a difesa del governo Serraj che da Haftar e minacciato armi alla mano, senza star li a preoccuparsi della sicurezza dei suoi soldati, perchè sono i soldati che creano le condizioni di sicurezza, mica i turisti. Oppure l’Italia potrebbe far finta di non capire cosa esattamente succede, in fondo ne avrebbe anche ragioni e rimettersi alle decisioni, che non ci sono, dei vertici Ue. Quello che invece ha scelto di fare l’Italia in questi mesi, non è semplicemente surreale è disastroso- Prima si è messa in testa di poter conciliare le posizioni fra Serraj ed Haftar sulla base di un semplice appello umanitario. Ed è vero che Haftar e Serraj sono lo stesso rimasuglio del potere di Gheddafi, ma proprio per questo sono incompatibili, al limite potrebbero accettare ciascuno un governo autonomo a casa propria, ma visto l’interesse per i siti petrolifici è molto difficile una ripartizione equa del territorio. Quando poi si è accentuato il contrasto fra i due governi ed Haftar è diventato l’aggressore, il governo italiano ha continuato ha sostenere le ragioni del compromesso, finendo per trovarsi schiacciata su Haftar che il presidente del consiglio Conte abbracciava a Roma, mentre Serraj a Bruxelles definiva il suo rivale un criminale di guerra. Corri poi a Tripoli a spiegare che si è trattato di un clamoroso equivoco, restano le immagini impietose della visita di Haftar ed il disprezzo di Serraj per un alleato così infido e smidollato. Infine c’è sempre la possibilità che Haftar vinca la partita, perchè lui dispone dei mezzi militari che nessuno da al povero Serraj se non la Turchia, che almeno in politica estera dispone di attributi. La Turchia potrà uscire vincitrice o vinta dal conflitto libico. L’Europa potrà uscirne solo derisa. L’Italia, detestata da tutte le parti in campo.