Il testamento spirituale del repubblicano Andrea Vochieri: «Infiammatevi per la libertà»

15 gennaio 1796, Alessandria, nasce Andrea Vochieri. Dopo aver svolto gli studi classici nella città natale, si iscrive all’Università di Torino, dove frequenta ambienti liberali di orientamento mazziniano. Laureato in legge rientra ad Alessandria per esercitare la professione di avvocato. Partecipa ai moti del 1821, dopo i quali è costretto a fuggire a Barcellona. Nel 1823 torna in Italia dove continua a professare le sue idee mazziniane ed aderisce alla Giovine Italia sin dalla sua fondazione. Scoperta la sua attività di proselitismo, rivolta in particolare alle truppe dell’esercito della Regia Armata Sarda, è arrestato il 1º maggio 1833 e rinchiuso nella Cittadella di Alessandria. Nonostante il suo status di civile, è processato da una corte marziale che lo condanna alla fucilazione. La sentenza è eseguita il 22 giugno 1833. Nella sua cella viene trovata una lettera che rappresenta il suo testamento spirituale: «Miei figli, questo è l’unico tesoro che vi lascia vostro padre prima di morire per la sua patria. Moglie mia, conserva questo scritto ad eterna memoria di tuo marito e fa che sia d’insegnamento ai miei figli ed amici. Italiani fratelli, io muoio tranquillo perché, quantunque calunniato e tradito, seppi tacere per non compromettere alcuno dei miei fratelli. Io muoio tranquillo, perché non ho voluto riscattare la mia vita dal tiranno, piemontese, come mi venne offerto, con il tradimento e con lo spergiuro. Io muoio tranquillo perché vero e costante figlio della Giovine Italia. Infine io muoio o Italiani, imprecando con l’estrema mia voce a tutti i despoti della terra e loro alleati. Infiammatevi ad unirvi e a sacrificare il vostro sangue per la libertà, indipendenza e rigenerazione della infelice nostra patria».