In ricordo di Rose Montmasson

12 gennaio 1823, Saint Joiroz, Alta Savoia, nasce Rose Montmasson, per i siciliani Rosalia. Dopo la morte del padre si trasferisce a Marsiglia e poi a Torino dove si innamora del giovane rivoluzionario (e massone) Francesco Crispi, esule dopo il fallimento della rivoluzione siciliana. Segue Crispi a Malta, dove i due si sposano, e inizia a frequentare gli esuli italiani, partecipa alle loro riunioni, ascolta i loro discorsi che parlano di democrazia, di libertà e dell’unità d’Italia.

Dopo l’espulsione del marito vive alcuni anni a Londra, dove conosce Mazzini, ed a Parigi, partecipando alle attività cospirative: viene incaricata di portare ai vari comitati insurrezionali messaggi, volantini e anche armi, che nasconde sotto i vestiti. Rientra in Italia dopo l’espulsione dalla Francia, nel 1959. L’anno seguente partecipa alla organizzazione della spedizione dei Mille, viaggia tra la Sicilia e Malta per attivare i comitati patriottici. È l’unica donna che si imbarca a Quarto con Garibaldi per la spedizione in Sicilia, in cui svolge il ruolo di infermiera. Segue il marito, ormai deputato, a Firenze, dove la sua casa diventa uno dei salotti più importanti, ed a Roma, dove il matrimonio entra in crisi, per l’infedelta del coniuge cui non perdona l’aver abbandonato le idee repubblicane per quelle di appoggio alla monarchia. Oramai ripudiata, lascia il marito al termine di un “accordo” alla fine del 1874. Vive gli ultimi anni grazie alla pensione che spetta ai reduci dei Mille, conducendo una vita ritirata, circondata dai gatti e dedita al ricamo, non mancando mai alle celebrazioni del 20 settembre. Ormai dimenticata, muore a Roma il 10 novembre 1904. Prima aveva disposto di essere sepolta con la camicia rossa.