Spunti diacronici sul teatro in Italia

Il teatro nelle convergenze parallele sullo stato dell’arte espresse tra le opinioni diacroniche di Philippe Daverio (classe 1949) e Giovanni Pizzigoni (classe 1994). Sembra una premessa ostica, ma rappresenta un preambolo fondamentale per un’indagine preliminare su una branca sempre importante del panorama culturale Occidentale: il teatro è in crisi o sta mutando forma?

Philippe Daverio afferma di essere stato testimone della morte del teatro in Italia, avvenuta in una agonia durata tutti gli anni Novata ed il cui canto del cigno fu la stagione milanese di Giorgio Strheler. Le cause del decesso è stata la triplice combinazione di alcuni fattori, ossia: il venir meno di una committenza pubblica intelligente; l’incapacità del teatro di sperimentazione di convincere il pubblico; il mancato sviluppo di una cultura tecnica della raccolta fondi sottoposta a progettazione. Sulla mancanza di generare attrazione ed attenzione tra gli spettatori è una diatriba spinosa, sulla cui qualità artistica è difficile oggettivamente dare un giudizio. C’è però da osservare che mentre compagnie e direzioni arrancano a garantire cartelloni e stagioni stabili, esiste una nicchia sempre in controtendenza all’opinione generale riguardante una crisi del teatro: gli youtuber. Per fare alcuni nomi ben noti nella fascia sotto i trent’anni: Giovanni Pizziogoni, Barbascura X, Yotobi o CiccioGamer89, quest’ultimo forse più conosciuto per via del trattamento denigrante riservatogli in più di un talkshow tra una bagarre televisiva.

Eppure esiste un motivo se questi artisti riempiono i palazzetti dello sport ed i teatri in tutta Italia, sia che si tratti di una delle poche metropoli o delle tante città di provincia, con un seguito di adolescenti e giovani adulti fidelizzato e pagante, con spettacoli di critica sociale in stand-up comedy, divulgazione scientifica d’intrattenimento e svago. Sarebbe interessante investire in una ricerca volta a comprendere l’evoluzione del teatro, tutt’altro che in crisi.