Ancora su Star Wars

Ritorno di nuovo sul film “Star Wars. L’ascesa di Skywalker” perché il messaggio dell’Episodio IX della saga appare di un’attualità politica sorprendente. Al centro della storia, infatti, è mi sembra proprio che sia un problema generale dei nostri tempi, ci sono Forze che istigano all’odio e alimentano la paura, per controllare le masse, renderle insicure e condizionarne le scelte. Masse che non hanno più memoria del passato, recente e antico, e cercano pertanto la loro identità nel lato oscuro, attraverso l’orgoglio identitario. Proprio come narrato nel film.
Speriamo le cose migliorino e auguriamocelo al più presto. Non a caso, nell’episodio finale di Star Wars, il messaggio sembra proprio quello di scegliere chi essere e a chi appartenere davvero, cioè s’invita lo spettatore a scegliere chi diventare, fino al punto di mutare la nostra identità, se necessario, per non cadere nel lato oscuro della Forza. Non siamo condannati dalla nostra identità a un destino ormai segnato dalla nascita, sembra suggerire il film, ma possiamo scegliere di cambiare per diventare noi stessi, per diventare ciò che siamo, al di là delle nostre radici. Capita, così, nella vita, di sceglierci dei nuovi padri, dei Maestri diversi e di essere abbandonati o accolti, lasciati o ritrovati, con il rischio sempre incombente di perdere noi stessi o, altre volte, con la necessità di tagliare i legami distruttivi e perdere con essi anche una parte di noi. Di conseguenza, nella pellicola – diretta da J. J. Abrams – viene mostrata la memoria come un domani che si manifesta nell’oggi, come una profezia, come un destino a cui non si sa se credere oppure fino a che punto lo si può ignorare senza, però, rinnegare quello che siamo o che potremmo essere, anche a dispetto di qualunque destino o di qualsivoglia profezia. Come in un gioco di contraddizioni, che convivono nella medesima persona e in tutti i personaggi, la storia di Star Wars si dipana con tali conflitti interiori, ma è – forse – soltanto un modo per capire che di ogni verità è vero anche il contrario e che le due cose coesistono, insieme. Forse, l’identità è la proiezione della propria memoria, individuale e collettiva, mentre la memoria è il cammino compiuto da noi stessi alla ricerca di un’identità, anzi della nostra identità, sia quella individuale e singolare che quella comune. In tal senso, la memoria è la proiezione del proprio passato, ma anche del proprio futuro. E allora, chi porterà l’equilibrio nella Forza? Questa è la domanda che i fans di Star Wars si pongono all’inizio dell’episodio finale della saga e l’aspettativa dura da ben nove film. Ma sarà davvero quella la risposta che il pubblico si appresta a vedere nelle sale cinematografiche, durante le festività natalizie? Sarà davvero questa la vera conclusione di una storia divenuta ormai leggendaria? Insomma, ne “L’ascesa di Skywalker”, non soltanto le nostre scelte presenti possono mutare e determinare il nostro futuro ma, addirittura, nel film si capisce che le scelte di oggi possono mutare anche il nostro passato, cioè cambiano la nostra storia, le nostre origini, trasformano il senso della nostra vita già vissuta, le rendono il vero significato, determinano la vita delle cose passate. Ecco il punto: il bisogno di appartenenza, la ricerca di equilibrio e di armonia, le scelte da compiere rispetto al proprio sangue o all’universo intero, la memoria che è ancora viva e si fa presente proiettandosi verso il futuro, la comprensione del passato per comprendere il presente e per guardare all’avvenire. Insomma, c’è un solo valore che unisce dall’inizio alla fine l’intero Episodio IX della saga: il valore della memoria e dell’identità. Si tratta, perciò, di un approfondimento che tiene conto dei vari aspetti e dei vari significati che possiamo attribuire all’identità o alla memoria, a cominciare dal senso e dal bisogno d’appartenenza, dalle scelte compiute o da compiere, dal comune destino che lega tra loro gli esseri umani, al di là della loro origine o appartenenza. A tutto ciò si aggiunge un presupposto necessario, utile per capire che cosa il film voglia trasmettere, un presupposto che bisogna comprendere se si vuole capire davvero la storia narrata in questa terza pellicola della terza trilogia della saga di Star Wars: dentro ogni elemento della nostra vita vi è anche il suo contrario, cioè gli opposti coesistono tra loro nella loro unità e unicità. Nell’oscurità si nasconde anche la luce e nella Forza risiede anche il lato oscuro. Per rimanere nella metafora di Star Wars, la crisi che sta attraversando la nostra Penisola è una crisi politica, sociale, culturale, identitaria, esistenziale che sta portando a una trasformazione. La questione degli immigrati è soltanto un aspetto, seppur importante, della questione. Ora, dipende da noi determinare quale tipo di uscita vogliamo dare a questa crisi e dipende da noi decidere quale esito vogliamo dare alla trasformazione in corso. La problematica, come ripeto da mesi, è culturale. Aggiungerei, anche, di mentalità. Dopo aver visto Star Wars, “L’ascesa di Skywalker”, Episodio IX della saga, mi sono reso conto che l’Italia è l’idea di Europa unita siano rimaste un po’ troppo indietro sul piano culturale, affettivo, emozionale, emotivo, sinergico, artistico, sociale, della memoria. La rinascita del nostro Paese e dell’Europa riparte dalla cultura, cioè dal dubbio della radice.