La questione democratica

Che il paese viva un momento particolarmente difficile lo si capisce dalla confusione che aleggia intorno al concetto di democrazia. Nel giro di poche ore Berlusconi ha ripetuto la sua convinzione per cui l’Italia ne sarebbe priva. Il popolo non elegge più il governo dal 2009. E subito il professor Pardi, “Pancho”, si è esibito sulla questione, ricordando l’articolo 48 della Costituzione, per il quale il voto deve essere eguale per chiunque. «La Democrazia è cosa per gli Dei, non per gli uomini», scriveva Rousseau e forse aveva ragione per lo meno pensando a Berlusconi e Pardi. Entrambi sembrano non comprendere che la nostra democrazia non elegge il governo, ma il Parlamento. Nulla impedisce di modificare questa impostazione scelta nel lontano 1948, ma occorrerebbe per lo meno un pronunciamento del popolo italiano a riguardo. Quando Berlusconi avanzò un disegno di riforma costituzionale, subì una cocente sconfitta, lo stesso avvenne con Renzi che ripercorse le sue orme. Per cui è perfettamente democratico avere un governo scelto dal parlamento e non dal popolo elettore. Rispetto a Berlusconi, di cui Pardi condivide lo stesso errore, il professore ha perlomeno ragione nell’asserire che il sistema elettorale proporzionale è l’unico congruo al nostro dettato costituzionale. Ma non, come egli dice, per l’articolo 48, ma semmai per l’articolo 92, stando al quale il Presidente del Consiglio è nominato dal presidente della Repubblica. Il che comporta che la maggioranza politica si forma in Parlamento e non nelle urne, meno che mai sul web. È il governo ad essere indiretto nella nostra democrazia che è diretta perchè elegge un Parlamento. Se si vuole il governo diretto, bisogna cambiare le regole che sovrintendono l’ordinamento democratico, cosa perfettamente lecita e prevista, non fosse che il popolo ha sempre respinto nel referendum ogni proposta in tal senso. Anche per questo i 5 stelle hanno perso in consensi: la democrazia parlamentare è diretta. Se la si vuole scardinare serve un governo davvero efficace, quello che mancava prima ed è continuato a mancare anche e soprattutto con loro.