Perché non c'è più una risposta Iri alle difficoltà dell'Industria

«Molti si chiedono se non sia indispensabile disporre oggi di una ente come IRI ed escludendo che questo ruolo possa essere svolto da Cassa Depositi e Prestiti che per statuto non può intervenire in imprese in perdita, si pensa ad altre società pubbliche, per esempio ad Invitalia, come ad una specie di IRI moderna. L’impressione è che questi richiami all’esperienza IRI siano molto approssimativi».
Spiega Giorgio La Malfa: «Si parla molto dell’IRI come risposta ai problemi, spesso drammatici, di occupazione che stanno esplodendo in Italia. Ho voluto raccontare – in articolo pubblicato da Il Mattino – la storia dell’IRI con le sue luci e le sue ombre e soprattutto spiegare che non ci sono le condizioni per rifarlo: mancano personalità come Beneduce e Menichella in grado di imporre al duce di rispettarne l’autonomia, mancano i soldi che lo Stato raccoglieva per riversarli sulle partecipazioni statali, sono maggiori le esigenze nel campo delle opere pubbliche su cui l’Italia ha colpevolmente disinvestito per troppi anni.
Insomma più che di uno Stato che faccia politica industriale – che non saprebbe fare – serve uno Stato che sostenga la domanda aggregata con i propri investimenti e, in tal modo, indirettamente sostenga la produzione e l’occupazione industriale».