Messaggio per un partito che vuole volare

Ci sono i nemici di sempre, là fuori, che si sono fatti persino più forti. Ci sono gli amici che si mettono di traverso, dentro, ma anche questo fa ancora parte del gioco. C’è, ed è questa la novità, tanta voglia di scuotersi dal torpore e dall’insipienza, almeno dal Congresso di Bari. Le sezioni hanno ritrovato energia e vitalità. E qualcosa sembra essersi messo in moto sul serio.

Prendiamo Roma, per esempio. Claudio Chioccarello, il segretario organizzativo, commenta con entusiasmo l’indirizzo che Michele Polini sta dando all’unione romana. A detta di molti è la locomotiva del partito in questo momento. Alle spalle ci siamo appena lasciati il tavolo tecnico con Carlo Noto La Diega, sui rifiuti, e tante cose sono in divenire. «C’è la collaborazione con la Fondazione Ugo La Malfa, soprattutto. Una cosa importantissima», spiega Chioccarello. «Erano anni che il Partito non riusciva ad esprimere tanta convinzione e tanta determinatezza, per cui c’è, forse, da ben sperare». La prima sfida, appena appena dietro l’angolo sono le suppletive. Per dimorare che il Pri non è morto. Il Pri può avere acciacchi, ma non può morire. «Non c’è riuscito Mussolini, figuriamoci». Ha una tradizione senza pari e deve solo poter dimostrare che ha ancora gli strumenti giusti, gli uomini giusti per poterla mettere di nuovo su strada. È come una macchina che è stata ferma per troppo tempo.

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