La Malfa incanta La Sapienza. La recensione di Alessandro Aresu

«Ieri un bel dibattito alla Facoltà di Economia de La Sapienza con una nutrita presenza di studenti. Stasera il dibattito al Circolo PD di Testaccio a Roma con il sen. Luigi Zanda. Continua il mio personale viaggio per sensibilizzare i vari interlocutori sulla necessità di un “ritorno a Keynes”.
Stamane la gratificante recensione di Alessandro Aresu». Così, oggi, Giorgio La Malfa.
«Nato a Cagliari, analista strategico, esperto di affari internazionali e politiche pubbliche, come riporta il Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, Alessandro Aresu è consigliere scientifico di Limes, la rivista italiana di geopolitica e general manager di MacroGeo, think tank di studi geopolitici presieduto da Lucio Caracciolo. È inoltre direttore scientifico della Scuola di Politiche. Autore e curatore di diversi volumi, tra cui L’ironia della storia americana di Reinhold Niebuhr (Bompiani, 2012) e L’interesse nazionale. La bussola dell’Italia (Il Mulino-Arel, 2018). Nella sua carriera, ha lavorato inoltre, come consigliere e consulente, presso alcune delle principali Istituzioni italiane (la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Dal 2014 al 2018 è stato consigliere d’amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana.
La rivista Pandora della scuola di formazione politica che fa capo all’Arel di Enrico Letta pubblica nel suo ultimo numero una recensione molto ampia e accurata del Meridiano Keynes scritta dal direttore della scuola, Alessandro Aresu. C’è all’inizio un riconoscimento sull’importanza di questo lavoro sul piano culturale che mi ha fatto molto piacere […].
Vi sono stati in questi mesi molti incontri per la presentazione del volume, sia nelle Università sia al di fuori di esse. Ho notato una particolare risposta, specialmente fra i giovani, agli accenni alla rilevanza del pensiero di Keynes per le questioni politiche del nostro tempo. Io sono persuaso che l’invito di Keynes a combattere il pessimismo dei rivoluzionari, che pensano che i problemi della società non siano affrontabili se non rovesciando tutto, e quello dei conservatori, che temono che, cambiando qualcosa, possano crollare gli equilibri fragili su cui si fondano le società contemporanee, sia una premessa fondamentale per una politica capace di rispondere ai bisogni delle nostre società. Oggi in Italia c’è bisogno di qualcosa di nuovo di fronte al fallimento delle politiche tentate finora.
Nel lavorare su Keynes, ho cercato di dare un contributo alla definizione di uno dei capitoli importanti della fisionomia di un partito democratico del futuro».


«Il “progetto editoriale” di Giorgio La Malfa su John Maynard Keynes – scrive Aresu nell’incipit della recensione nella rivista Pandora – è una delle grandi imprese culturali italiane del nostro tempo. Una nuova traduzione della Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, la fondamentale opera keynesiana apparsa nel 1936, diviene l’occasione per la costruzione di un Meridiano Mondadori che affianca il testo principale ad altri saggi di Keynes. E li accompagna con un saggio introduttivo, una cronologia, le accurate note e il glossario, presentando più livelli di lettura. Per rivolgersi a più lettori, coinvolgendoli tutti». Concludendo: «In sintesi, il Meridiano dedicato a Keynes e ricamato “follemente” da Giorgio La Malfa è un libro imperdibile, da molti punti di vista».

«Una gratificante soddisfazione», chiosa La Malfa, «che premia l’impegno a curare il Meridiano Mondadori su Keynes e per il viaggio che da maggio ho iniziato a compiere in molte sedi istituzionali, economiche e accademiche per sensibilizzare i vari stakeholders ed interlocutori a tornare all’economista inglese, il più grande economista del Novecento, per dare risposte adeguate alla complessità del contesto contemporaneo, affermando – come diceva lo stesso Keynes – “Una saggezza nuova per una nuova era”».