Il punto debole del sovranismo

Il Meccanismo Europeo di Stabilità è stato costituito nel marzo 2011 con l’approvazione del governo Berlusconi di cui facevano parte la Lega e l’onorevole Meloni. La discussione che oggi l’accompagna è dunque risibile, se non fosse che il debito in Italia, per dimensioni il terzo al mondo, potrebbe imporre proprio un salvataggio. La Lega “sovranista” di Salvini sembra aver capovolto definitivamente le caratteristiche della Lega Nord di Bossi. Quella Lega era nata ed era prosperata sulla crisi dell’identità nazionale, ovvero sulla sempre più evidente incapacità dello Stato italiano di dare risposte alle questioni apertesi dopo la mancate promesse di sviluppo degli anni ’80 del secolo scorso. La situazione era tale per cui all’epoca il ministro Guido Carli ipotizzava il congelamento del debito ed il nord industrializzato del Paese, piuttosto, si scopriva secessionista. Dieci anni dopo, quando il governo Prodi tentennò di fronte all’idea di aderire alla moneta unica, la Lega di Bossi era pronta allo strappo per fare aderire all’euro Piemonte, Lombardia, Veneto. Una volta che Prodi si convinse, Bossi si ritrovò completamente disarmato tanto da essere costretto a legarsi al governo Berlusconi in cambio di una promessa di federalismo da strapazzo. Allora la Lega e non solo, si perse completamente ed è apparso Salvini con il rosario in mano. Giusto un sanfedista può credere in una qualche superiorità italiana minacciata dall’Europa rivoluzionaria e protestante. Il sovranismo inglese per lo meno si appoggia su un fondamento storico consolidato e una proiezione atlantica, rispetto alla quale l’Europa appare come lo spettro della restaurazione e della controriforma. Ma il sovranismo italiano ha solo un destino assicurato, quello di sprofondare nel mediterraneo. A che serve allora opporsi alla migrazione africana? Continuiamo a contestare le regole europee, a battere i pugni sul tavolo e un paese che diffida dell’economia di mercato, ha azzerato la chimica, azzerato il nucleare, sta per azzerare anche l’industria pesante mentre è soffocato da una macchina burocratica amministrativa pressocché inetta, troverà il suo bello spazio giusto nel vicino Maghreb.