Il gesto di Almirante e Berlinguer. Antonio Padellaro con Aparo e La Malfa

Il Cenacolo che la FULM organizza ogni mese – che riguarda di norma la presentazione di un libro di carattere economico, politico e/o sociale ovvero la discussione su un tema di grande attualità – concerne per il mese di dicembre 2019 la presentazione del libro Il gesto di Almirante e Berlinguer di Antonio Padellaro.

Ne parleranno l’autore, Antonio Padellaro, Giorgio La Malfa e Mauro Aparo rispettivamente Presidente e Segretario Generale FULM – Fondazione Ugo La Malfa.

Antonio Padellaro ha cominciato nel 1968 il lavoro di giornalista all’ANSA e, dal 1971, per quasi vent’anni è stato al Corriere della sera. Vicedirettore dell’Espresso dal 2000 è stato condirettore e direttore de L’Unità. Nel 2009 ha partecipato alla fondazione de Il fatto quotidiano di cui è stato direttore fino al 2015. Partecipa attivamente come opinionista ai talk show politici dei principali media nazionali. Tra il libri pubblicati: Senza cuore (2000), Io gioco pulito (2009), Il fatto personale (2016), curando con Silvia Truzzi il volume C’era una volta la sinistra (2019).

«È accaduto per davvero – recita il risvolto del libro di Padellaro – Conosciamo i loro nomi: Giorgio Almirante ed Enrico Berlinguer. Ora sappiamo che si incontrarono per quattro o sei volte tra il 1978 e il 1979. Sappiamo che il luogo prescelto era una stanza accanto alla Commissione Lavoro all’ultimo piano di Montecitorio. Sappiamo che si vedevano preferibilmente nel deserto parlamentare del venerdì pomeriggio. Sappiamo che solo quattro uomini ne erano a conoscenza, di cui tre sono morti (Almirante, Berlinguer, Tatò). È rimasto un solo testimone: si chiama Massimo Magliaro, all’epoca era portavoce di Almirante e capo ufficio stampa del MSI. Almirante e Berlinguer avevano deciso di scambiarsi informazioni riservate. Ma i colloqui tra i due leader rappresentano anche un gesto, un modo nobile di intendere la politica di cui oggi, nell’era dei social e dell’insulto mediatico non rimane più traccia».

E proprio sul significato di “gesto” e sul libro in questione Antonio Padellaro in una intervista afferma: «La politica fatta solo di parole è una politica vuota, ma i gesti in politica possono non aver bisogno delle parole, perché di per sé possono avere conseguenze tali di cui dobbiamo essere grati a chi ha voluto compierli per trovare intese su temi di così grande rilievo».

Esistono ancora dei testimoni di quegli incontri segreti?

«Sì, uno. L’unico testimone in vita è Massimo Magliaro, ex portavoce di Almirante. Il leader del MSI infatti andava agli appuntamenti con lui, Berlinguer invece si faceva accompagnare da Tonino Tatò. Berlinguer e Tatò non ci sono più, come Almirante del resto. È rimasto solo Magliaro. Io poi ho sentito anche i familiari dell’uno e dell’altro protagonista, i quali non avevano molti elementi in più ma erano a conoscenza di questo rapporto. D’altra parte abbiamo a conferma di ciò un episodio che colpì molto tutti: il giorno del funerale di Enrico Berlinguer si presentò Giorgio Almirante, che fu accolto non come un nemico ma come una persona che con il capo del Pci aveva un rapporto stretto. Evidentemente qualcuno sapeva».

Tra antagonisti di quel livello c’era comunque rispetto?

«Esatto. E quando morì Almirante una delegazione guidata da Giancarlo Pajetta e Nilde Iotti si recò a rendere omaggio alla salma del leader del MSI».

Cosa può insegnare quel gesto di allora alla politica di oggi?

«Può insegnare che i gesti contano. Che questo Paese ha bisogno di atti concreti e anche di gesti di un certo tipo, di condivisione, non di inciuci, si badi bene, non di patteggiamenti o accordi sotto banco, ma di condivisione di punti fondamentali in nome del bene comune».

E quindi anche il Cenacolo FULM del 5 dicembre, ore 18.00 in via Sant’Anna 13 Roma, si preannuncia – come da tradizione consolidata – di grande interesse.