Keynes plana a Testaccio

Si terrà presso il Circolo PD di via Lorenzo Ghiberti 23 (Roma Testaccio) mercoledì 4 dicembre, con inizio alle ore 21.00, la presentazione del Meridiano Mondadori dedicato a J.M. Keynes curato da Giorgio La Malfa, cui seguirà un dibattito presieduto da Yuri Trombetti del PD Roma, aperto dai saluti di Emiliano Pittueo del PD Lazio e gli interventi di Giorgio La Malfa e del Sen. Luigi Zanda.

Dopo una serie di eventi che hanno coinvolto autorevolissimi esponenti del mondo accademico, istituzionale ed economico in altrettante autorevolissime sedi, il Meridiano Mondadori su J.M. Keynes plana a Testaccio, uno dei quartieri popolari della Capitale.

E moltissimi sono, in questa occasione, gli elementi evocativi sia per Giorgio La Malfa che per lo stesso economista inglese.
Intanto la sede del Circolo PD, dove si svolge l’evento accoglieva un tempo una delle storiche sezioni PRI, ma anche J.M. Keynes si troverebbe a suo completo agio in un quartiere che racchiude parti caratterizzanti il variegato ed affascinante mondo keynesiano.

Testaccio nella storia

Una zona che ha rivestito nell’antichità una importanza strategica, posta di fronte al Porto di Ripa Grande dove sbarcavano derrate alimentari come olio, vino, salse di pesce, trasportate in anfore stivate poi negli “horrea” (magazzini), tanto che proprio l’attuale Piazza dell’Emporio (con la Fontana delle Anfore di Pietro Lombardi – autore dagli anni venti di altre 10 pregevoli fontane nei vari rioni romani – è stata riportata nella sua storica sede di Piazza Testaccio) delimita uno degli angoli del quartiere Testaccio che non a caso prende il nome da “testae”, i cocci delle anfore che venivano ammassati in apposite colline (Monte dei Cocci) o utilizzati per costruire edifici destinati a magazzini, come quelli rinvenuti in occasione della costruzione del nuovo mercato rionale.

Lo sviluppo industriale

Il quartiere perse – con la decadenza del Porto di Ripa Grande – la sua importanza strategica ma grazie alla sua superficie pianeggiante ospitò per secoli campi e vigne sino alla seconda metà dell’ottocento, diventando meta delle scampagnate dei romani, quando questo quadrante della città fu destinato allo sviluppo industriale (soprattutto il limitrofo quartiere Ostiense) e alla costruzione di abitazioni per gli operai e il ceto impiegatizio (Testaccio e Garbatella).
Esiste oggi un percorso di archeologia industriale molto interessante – a ridosso del Ponte di Ferro che ospita una lapide in ricordo dell’eccidio di dieci donne testaccine durante la guerra ad opera dei nazi-fascisti – che parte dagli ex Mulini Biondi trasformati in loft di lusso sino alle spalle del gazometro, i cui resti rappresentano ormai una vera propria icona della città, passando per gli stabilimenti della ex Mira Lanza e di altre manifatture.
Piace a tal proposito ricordare anche le opere nate dall’impegno del Sindaco Ernesto Nathan, un grande repubblicano, in questa zona: la Centrale Elettrica Meomartini oggi adibita a museo ed i Mercati e Magazzini Generali che oggi ospitano anche l’Università Roma Tre, per non parlare del Mattatoio, la cui realizzazione iniziò dopo l’Unità d’Italia grazie all’arch. Gioacchino Ersoch e continuò a operare per circa un secolo sino al 1975, una delle attività economiche romane a più elevato impiego di manodopera e che oggi ospita il museo MACRO ed altre iniziative culturali e commerciali oltre ad alcune Aule dell’Università Roma Tre.

Testaccio moderno

Testaccio come zona adibita a abitazioni per operai e impiegati ha conosciuto tre fasi. La prima tra il 1883 e 1905 ebbe inizio grazie alla Commissione presieduta dall’Ing. Piero Camporese con la costruzione delle cosiddette “case alveari” con materiali di scarsa qualità e basso pregio architettonico, data la bassa resa economica per le imprese costruttrici.
Il Piano Regolatore del 1883 rilanciò la zona a destinazione di abitazioni popolari che cominciarono ad essere edificate da privati sino al 1906 quando subentrò l’Istituto Case Popolari di Roma, vedendo così all’opera architetti del valore di Giulio Magni, Giovanni Bellucci e Quadrio Pirani che ci ha lasciato in eredità anche in altre zone di Roma, pregevolissime testimonianze del suo ingegno ed impegno sociale.
Negli anni venti-trenta, a Testaccio, si cimentò anche Innocenzo Sabbatini con due edifici, lungo via Marmorata e via Ludovico di Vatermà, quel Sabbatini cui dobbiamo splendide testimonianze architettoniche soprattutto con le case popolari della Garbatella e di Città Giardino che molto riprendevano gli stilemi delle Garden Town inglesi destinate alla classe operaia della 1 Rivoluzione Industriale. Nell’edificio di via Marmorata era ospitato l’atelier del grande pittore futurista Giacomo Balla.

Testaccio oggi

Il quartiere, pur mantenendo inalterato lo spirito popolare, ha visto nel corso degli ultimi decenni profonde trasformazioni diventando uno dei luoghi simboli della movida romana, con teatri e teatrini di avanguardia, laboratori sperimentali di musica e recitazione, associazioni e istituzioni culturali di primaria importanza quali il Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO) e l’Istituto Europeo di Design (IED).
Un originale melting pot che coniuga patrimonio storico, deindustrializzazione, esempi di pregevole architettura ed urbanistica sociale, fermento culturale.
Una poliedricità di fattori che tanto ricorda lo stesso J.M. Keynes che, essendo un grande liberale molto aveva a cuore i destini delle classi popolari e molta attenzione rivolgeva alla cultura nelle sue diverse declinazioni.

Keynes e Testaccio: un bel connubio

E se qualcuno ha affermato “Quella di Testaccio è la storia di un sogno interrotto”, altro elemento in comune con Keynes, si può e si deve riprendere quel “Sogno Keynesiano” che ci ha regalato nel trentennio successivo alla seconda guerra mondiale una fase ininterrotta di sviluppo economico e sociale senza precedenti, ponendo così fine a quella eclissi nella quale si è riproposto un liberismo che ha provocato macerie economiche e sociali in quasi tutti i Paesi occidentali.
Discutere di Keynes a Testaccio è quindi quanto mai opportuno per continuare proficuamente quel percorso di sensibilizzazione partito dalla presentazione, nel maggio scorso, all’Accademia dei Lincei e che non può e non deve trascurare sedi tanto popolari quanto di grande significato politico e sociale come Testaccio.

La FULM e Giorgio La Malfa invitano pertanto tutti gli amici a partecipare il 4 dicembre alle ore 21.00 presso il Circolo PD di Testaccio in via Lorenzo Ghiberti 23.