C’è una provvidenza funesta che aiuta un governo sciagurato

C’è tutta una collezione di proverbi e di detti popolari che esprime questo concetto: Un governo sciagurato e scandaloso per la sua incapacità di produrre altro che contrasti e risse nel suo interno non può che giovarsi delle altre sciagure, quelle che la natura, il Padreterno, il “riscaldamento terrestre”, la sorte avversa, rovesciano per loro conto sui governati, confondendo le idee sull’origine e la responsabilità dei malanni e, soprattutto sulle possibilità di farvi fronte ed in qualche modo porvi rimedio e liberarsene.
Sull’orlo della guerra dichiarata tra partiti della cosiddetta coalizione governativa, alle prese con migliaia di emendamenti alla “manovra” su cui invertendo il procedimento e la logica, tenta di costruire in Parlamento un bilancio dello Stato che non c’è, e quando lo scandalo dell’inerzia di Mattarella che sembra l’unico a non essersi accorto che in Italia non esiste un governo ma un luogo di liti clamorose di chiunque dica di farvi parte, l’acqua alta di Venezia è intervenuta a distrarre giornali, giornalisti e cittadini dallo spettacolo delle vicende del Governo per richiamare tutti a severe meditazioni, su Venezia e, poi su Genova travolta dal fango. E via via. “Aspettate! Lasciate perdere la manovra”, ci sono vite umane da salvare! Vedete che questo governo serve a qualche cosa, se non altro al pronto soccorso.
E, magari, invece a provocare pure la protesta dei Vigili del Fuoco.
Ho l’impressione che il perdurare insistente del maltempo abbia reso al governo, a Conte, un servizio che manco cento “vertici” e cinquanta nuovi “contratti di governo” sarebbero riusciti a creargli.
Ma, intanto c’è pure qualche orologio, qualche calendario che non si ferma per l’approssimarsi delle scadenze delle sue risse sulla manovra ed altre scadenze.
Bene o male, poi le elezioni regionali in Emilia-Romagna ed in Calabria si dovranno tenere alla scadenza oramai abbastanza vicina.
Se quel che rimane della Sinistra nella sua nuova veste di tirapiedi dei Cinquestelle perderà le regionali in Emilia, l’ultima traccia di una tradizione del “popolo rosso” se ne andrà.
Dicono che non è improbabile.
Pare invece che in Calabria, dove pure si voterà per le regionali, Salvini, la Lega, il Centrodestra, non ce la faranno e non vorranno farcela a battere non gli avversari formali, i Cinquestelle separati dal P.D., e questo da quelli ma il Partito dei Magistrati, che in Calabria ha avuto le sue lontane origini e che oggi pare sia riuscito a mettere in atto una sorta di “pulizia etnica”, facendo fuori pazientemente ma anche talvolta impazientemente personaggi scomodi magari i favoriti dall’elettorato, candidati “avversi”. Avversi a chi? Agli Amici degli Amici. Una volta era la mafia che per loro conto metteva fuori uso chi non stava ai loro ordini. Ora pare che questo compito sia passato all’Antimafia. Ma anche all’anticorruzione, ed alle altre funzioni “anti” cui è ridotta la nostra povera Giustizia.
Così ai colori diversi con i quali saranno segnate nelle carte geografiche le Regioni d’Italia secondo che siano state conquistate da Destra o Sinistra, se ne dovrà aggiungere un altro, che, magari andrebbe pure esteso su un po’ tutto il territorio della Repubblica. Un altro disegno per quella regione disgraziata caduta sotto la dipendenza feudale diretta delle Procure. Quale colore? Non un colore: un disegno a sbarre. In gabbia a Roma il carcere si chiama in gergo “il gabbio”.
Grazie a Salvini che proprio nella Regione in cui è stato eletto Senatore si è messo a fare il “moderato” avanti ai P.M.