Sfascio a 5 Stelle: la conta dei danni

La crisi del Movimento di Grillo, che si può dire abbia avuto inizio con l’occupazione del Governo, è entrata in una fase difficilmente arrestabile. Non so se si possa dire se è proprio la fine, ma di tutto quanto si è detto e scritto in proposito, il titolo di oggi de La Repubblica “Polvere di 5 Stelle” direi che è quello che meglio riflette la situazione.
Non sono stato mai troppo convinto che il Movimento 5 Selle, l’ondata “antipolitica”, che ha sconvolto la Seconda Repubblica sarebbero finiti in un baleno così come erano comparsi. Il marciume, le infezioni, la vacuità ideale, ciò che l’antipolitica teatrale e scurrile di Grillo ha portato a galla nel nostro Paese, non scompaiono mai completamente e troppo rapidamente.
Ma, soprattutto, appare oggi in tutta la sua squallida realtà che, malgrado la durata dell’ondata grillina sia stata più breve del prevedibile, i danni che essa lascia nel Paese, nelle Istituzioni della Repubblica, nell’economia e nella struttura stessa della classe dirigente sono ancor più gravi di quelli previsti dai meno ottimisti.
Sconquassata la Costituzione, sfregiato il Parlamento, mancanza di una legge elettorale coerente, problemi economici irrisolti, vita delle Regioni sconvolta e ridotta alla rissa.
E, poi, la stessa presenza in Parlamento di una maggioranza relativa cinquestelluta di fronte alla quale Mattarella non è stato capace di affondare il bisturi di uno scioglimento anticipato delle Camere, del resto obiettivamente rischioso e difficile.
Declina oggi fortemente e rapidamente la fortuna Cinquestelluta. Sale, e le sta dando il colpo di grazia, un’altra forza populista e tendenzialmente “antipolitica”: la Lega, salita al potere come suo alleato che è stata però sempre null’altro che una rissosa antagonista del partito di Grillo. La Lega, che da sé si è estromessa dal Governo con quella che allora è apparsa una formidabile gaffe di Salvini e che oggi può apparire una mossa di raffinata strategia politica. E, poi, vengono fuori movimenti più chiaramente di imitazione, di copia e di scimmiottamento di quelli di Grillo. Le “Sardine” non sono meno imbecilli e, magari, destinati ad un qualche successo.
Risolta faticosamente contro le programmatiche stupidità retrograde, la questione TAV, restano aperti ed incombenti problemi enormi, lasciati da parte fino all’ultimo momento, quali le Acciaierie di Taranto, l’Alitalia etc.
Malgrado dalle Istituzioni Europee sia venuta una mano d’aiuto ad un Governo Italiano oramai non più definibile pericolante verso il sovranismo anticomunitario la questione del Bilancio e della Stabilità sono in mani inaffidabili. Per la prima volta nella storia, anziché presentare al Parlamento il Bilancio con tutti gli accorgimenti risultati necessari, il Parlamento è diventato il luogo dove un bilancio che di fatto non c’è dovrebbe essere inventato di sana pianta in mezzo all’infuriare delle risse nella stessa cosiddetta maggioranza.
E, se la marea Cinquestelle si ritira lascia, tra gli altri gravissimi danni inflitti al Paese, la mancanza di una vera opposizione.
C’è Salvini, c’è la Lega. Ma non sono un’opposizione ma solo contendenti per la conquista del Governo. Per fare che?
Certo che oramai, entrati nella fase della dissoluzione dei 5 Stelle, l’importante è che la loro agonia, oltre ad essere veramente tale, sia la più rapida possibile. Molto dipenderà da Mattarella.
Il che non è una grande garanzia.
Ma questo passa il convento.