Antonello Piazza (Pri): «La politica al servizio della comunità»

«Pochi giorni fa ho partecipato alla commemorazione di Benigno Zaccagnini. Una pregevole iniziativa del Comune di Ravenna che oltre a ricordare un grande uomo, ha avuto il pregio di ricordare chi erano i protagonisti della cosiddetta e vituperata “prima repubblica”».
Scrive Antonello Piazza, del Comitato di segreteria U.C. PRI Ravenna: «Ascoltare le parole del Presidente della Repubblica, del Sindaco e del professor Formigoni, mi ha fatto ricordare come questa città, Ravenna, abbia avuto uomini importanti, che non hanno avuto ruoli importanti come Zaccagnini, ma che come lui hanno interpretato la politica come servizio alla comunità.
Uno di questi era Sauro Camprini, stimato professionista e leader dei repubblicani.
Quando si commemora l’anniversario della morte di una persona è sempre triste e il più delle volte ricordandolo si rischia di cadere nella retorica, spero di non farlo.
Ho pensato a lungo prima di scrivere queste poche parole a ventinove anni dalla prematura scomparsa dell’amico, e per me anche maestro, Sauro Camprini, e alla fine credo che il miglior modo di ricordarlo sia quello di raccontare, come ho già avuto modo di fare qualche anno fa in un post su Facebook, un episodio accaduto durante la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale nel 1985.
In piena “Era Craxiana” dove la cultura degli yuppies aveva molti sostenitori e dove nella politica aveva già preso il sopravvento (ahimè purtroppo) la cultura del potere fine a se stesso, i repubblicani di Ravenna chiudono la loro campagna elettorale con un comizio del Senatore Spadolini.
Il cinema Capitol (in pieno centro di Ravenna in via Salara) è pieno in ogni ordine di posti, molti sono in piedi e mentre Spadolini sta parlando, entra in ritardo Sauro che, seppur candidato nel collegio di Ravenna, era andato a Piacenza a tenere un comizio “per dare una mano agli amici”.
Al suo ingresso la platea vedendolo d’istinto applaude, un applauso spontaneo e sentito che obbliga persino il Senatore Spadolini a interrompere il suo intervento.
Mi piace ricordare così Camprini, mentre sono fuori dall’ ex cinema Capitol che lo aspetto assieme agli altri ragazzi della Federazione Giovanile Repubblicana, che arriva in bicicletta, trafelato. accaldato e preoccupato per il suo ritardo alla chiusura della campagna elettorale che lo vede direttamente interessato, dovendo competere con altri candidati per essere rieletto, ma che quando entra nella sala ed è accolto con un grande applauso.
Era l’uomo politico vicino alla gente, in cui la gente si riconosceva.
Ricordare questi uomini significa ricordare che fare politica non è una professione, non è delegittimare il proprio avversario, non è urlare, ma passione e soprattutto essere vicini alle persone.
Se nella Democrazia Cristiana c’era “l’onesto ZAC”, nel Partito repubblicano c’era “l’onesto Sauro”».