L’Europa federale dei Repubblicani antitesi di ogni forma di Sovranismo

La notizia di un “confronto politico” dal titolo Europa e sovranismo, promosso dalla FGR e dall’associazione Nazione Futura, che si terrà a Forlì il 23 novembre prossimo mi induce ad esplicitare qualche riflessione.
«Intanto devo rilevare», dice Eugenio Fusignani, «come i temi del titolo dell’iniziativa siano già molto trattati nella tradizione Repubblicana, ma per ragioni esattamente opposte e contrarie tra loro.
Infatti, se l’Europa nella concezione Repubblicana è riferita all’afflato Mazziniano di fratellanza universale che animò la Giovine Europa, dunque ad una solida matrice federalista dove ogni singolo stato membro cede quote di sovranità per rafforzare un’istituzione centrale (sulla scorta del modello statunitense, per intenderci), il sovranismo rappresenta il suo esatto contrario, declinando un concetto di Europa a forte connotazione nazionale, unita tuttalpiù in una non ben definita cornice confederale.
Pertanto, mi sfugge non solo il senso politico di un’iniziativa organizzata congiuntamente con chi rappresenta una visione esattamente contraria a quella del PRI, ma anche la ratio che consegna il risalto alla medesima nel momento in cui, invece, c’è bisogno di ricostruire la FGR, convocando i congressi costitutivi ad ogni livello, ridefinendone l’appartenenza entro i confini politici del patrimonio di valori e ideali della tradizione di pensiero mazziniana.
Operazione di recupero di un’identità valoriale ed ideale ancor più utile oggi, poiché necessaria soprattutto per ridefinire la presenza politica dell’Edera, cioè dell’unica forza politica erede di quella tradizione e che può esistere solo se riferita a tale identità.
Per questo, da Vice Segretario vicario nazionale del PRI, non posso non evidenziare come già il titolo dato all’iniziativa, vieppiù alla luce dei soggetti chiamati ad intervenire, dia adito a fraintendimenti o ambigue interpretazioni, soprattutto sull’effettiva rispondenza di una sigla che si richiama all’appartenenza Repubblicana coi valori che stanno alla base dell’Edera che fu – è ben ricordarlo sempre- il simbolo della Giovine Italia voluta da Giuseppe Mazzini.
Ecco perché chiedo alla FGR, che porta nel nome il riferimento a quei valori Repubblicani e Mazziniani che richiamavo pocanzi, di esplicitare con chiarezza, e prima dello svolgimento del suddetto “confronto politico”, la posizione che terrà in merito al pensiero sovranista e al suo rapporto con gli ideali europeisti e federalisti del PRI.
In particolare chiedo al segretario f.f. Marco Spina, che sollecito caldamente a convocare quanto prima un congresso nazionale costituente che lo legittimi nel ruolo, di dare una risposta che sia chiara, netta ed inequivocabile.
In mancanza di una risposta che abbia tali caratteristiche il PRI sarà costretto a prendere le distanze da tale iniziativa, dissociandosi da essa al fine di tutelare, oltre che la sua immagine politica, i valori che sono alla base della natura stessa del partito.
Una natura storicamente votata all’europeismo federalista e, dunque, nettamente contraria a qualsiasi ipotesi nazionalista oggi incarnata nei movimenti e nelle associazioni che, a vario titolo, si richiamano al neologismo sovranista, nostrano ed internazionale.