«Per abbattere muri e pregiudizi dobbiamo superare il deficit di empatia»

«Dobbiamo prima di tutto superare l’enorme deficit di empatia che ci affligge. Se saremo infatti capaci di fare comunità in maniera semplice, impareremo a capire anche i problemi e le difficoltà dell’altro e a sviluppare quel senso dello Stato che è necessario per superare egoismi e muri mentali e sentirci parte viva della nostra repubblica». È l’invito lanciato dal Gran Maestro Stefano Bisi della Massoneria Italiana, il Grande Oriente d’Italia, nel suo intervento a conclusione del convegno dedicato al tema “L’abbattimento delle frontiere ideologiche e la lotta ai pregiudizi”, organizzato nella Sala Arpa di Terni il 17 novembre.

Un incontro, al quale ha partecipato seduto in prima fila, fra il folto pubblico, anche il vescovo Giuseppe Piemontese, e al quale sono intervenuti Vittorio Sgarbi, critico d’arte, saggista e opinionista, che ha parlato di ciò che è “Politicamente corretto e politicamente scorretto”; Giulio Rapetti Mogol, presidente della Siae e scrittore italiano, che si è soffermato su “Le applicazioni nella società del principio di solidarietà” e Paolo Mieli, giornalista e saggista con una relazione sull’ “Associazionismo e politica. L’associazionismo nella storia della politica”. Concordi tutti nel riconoscere che uno dei maggiori problemi di questa ‘alba’ del XXI secolo è la polarizzazione delle posizioni politiche e ideologiche. Questa radicalizzazione ha come corollario una insanabile contrapposizione che impedisce una dialettica e un libero confronto, che sarebbero invece necessari per individuare decisioni condivise su cui fondare un futuro di progresso.

L’iniziativa si è svolta a cura dell’Associazione Culturale Magna Grecia Viva, presieduta da Antonio Apuzzo. A moderare i lavori il giornalista Gerardo Greco.