Elogio della situazione giacobina

Grazie al pressapochismo di Gramsci in Italia si crede che il giacobinismo fosse principalmente un precursore dell’estremismo bolscevico, anzi che i bolscevichi fossero magari una forma di moderazione edulcorata del giacobinismo primitivo. Ancora nel 1989 il professor Carlo Tullio Altan, che sia chiaro rispetto a Gramsci era un luminare, era tutto preso dallo spiegare i rischi della situazione giacobina quando questa si presentava nella politica italiana. Ora senza perdere troppo tempo ecco cosa avrebbe fatto un’ amministrazione giacobina, un comitato di salute pubblica davanti all’acqua alta a Venezia. Il comitato di salute pubblica avrebbe erogato un mandato d’arresto per tutti i sindaci, gli amministratori i tecnici che erano predisposti alla salvaguardia della città dall’acqua alta e tempo tre giorni li avrebbe affogati tutti, salvo qualche eccezione penosa, a piazza san Marco. Questo però l’avrebbe fatto non a trent’anni e a sette miliardi erogati per il progetto del Mose, i giacobini non avevano trent’anni davanti a se e detestavano sprecare i soldi, ma appena si fosse alzato di un millimetro il livello dell’acqua in laguna a distanza di un mese dall’inizio dei lavori. Voi direte ma questo sarebbe stato un eccidio, è vero, ma in questo modo i giacobini vinsero le guerre contro tutte le potenze centrali che gli si schiararono contro, offrendo la possibilità ai loro generali di morire con onore o con vergogna servendo la repubblica o deludendola e i loro generali da qualunque che erano, diciamolo pure, divennero eccezionali. Per elevare il personale tecnico amministrativo del nostro paese e quello politico che lo sovrintende servirebbe lo stesso criterio. Quelli sarebbero ora tutti morti, sicuro, ma almeno Venezia sarebbe stata salvata. Si tratta di capire solo cosa preferiamo.