Bergoglio: non sarà mica un pochetto antisemita?

Pare che Papa Francesco fatichi molto a star zitto su argomenti che hanno suscitato le attenzioni delle cronache e delle pubbliche critiche nell’ultima settimana.
Ottima cosa per non lasciare equivoci. Ma tale anche da produrre effetti opposti. Perché così se il Papa tace su qualcosa di cui tutti parlano (o hanno di cui parlare e scrivono su tutti i giornali) quella diventa un fatto, il segno di una opinione in negativo, un insegnamento. Cosa, poi, difficilmente controllabile o riconducibile sotto l’usbergo dell’infallibilità.
Molto, purtroppo, si è parlato negli ultimi giorni di antisemitismo per le assurde manifestazioni antiebraiche di quattro scalzacani stupidamente neonazisti.
Stupidi, in certe occasioni, si dimostrano talvolta anche gli altri, quelli che alle cavolate provocatorie oppongono opinioni in sé buone, ma non riescono tuttavia a dirle evitando altre ed opposte cazzate. Prendete Zingaretti: è venuto fuori a dire che bisogna creare un movimento per fare della vittima delle brutali offese antiebraiche, la Signora Liliana Segre, la nuova Presidente della Repubblica.
Certo, non voglio mettere sullo stesso piano, gratificare degli stessi apprezzamenti Papa Francesco che, infallibile o no, è una autorità mondiale, uno al cui insegnamento guardano e chiedono lumi milioni di persone ed uno Zingaretti che per me e per molti altri è e rimane solo “il fratello del Commissario Montalbano”.
Eppure, Papa Francesco l’ha fatta grossa. Ritenendo, e questa è forse cosa ancor più singolare e grave, di essersi saputo adeguare all’andazzo del pensiero corrente, “moderatamente”, come direbbe Silvio Berlusconi ci ha fatto sapere che gli Ebrei non s’hanno da perseguitare.
Per dire la sua sull’argomento antisemitismo (che poi è l’argomento di odiose ma stupide espressioni di un odio artificiosamente evocato) Papa Francesco ha detto che “non si devono perseguitare gli Ebrei”, che sono “nostri fratelli”. Amen.
Se questo è il contributo della Chiesa Cattolica contro il debito che l’Umanità ha contratto verso gli Ebrei con l’orrore dello sterminio nazista, allora dobbiamo prendere atto che la pretesa “novità” che a taluno sembra addirittura eccessiva, del papato e della Chiesa di Francesco non è, almeno in parte, molto diversa da quella di Pio IX, sotto il cui regno, gli Ebrei erano discriminati, fatti oggetto, magari, dei rapimenti dei loro figlioli (caso Mortara) ma non “perseguitati” almeno nel senso che la Chiesa stessa attribuisce alla parola ed al trattamento inflitto ai Cristiani (gli unici a non meritarlo!!!).
Non devono mica essere perseguitati!!
Ma, dunque, discriminati sì. Tenuti da parte, fatti oggetto di diffidenza e di almeno un po’ di disprezzo. E tutto ciò, poi, specie se fatto a fin di bene, non sarebbe “persecuzione”.
Papa Bergoglio non ha, mi pare, voluto dire a chiare parole che non c’è da esecrare l’orrore dello sterminio nazista.
Meno male. E, poi ha detto che gli Ebrei sono nostri Fratelli. Certo: lo sono anche i Musulmani, etc. etc. E, persino i Comunisti.
Papa Giovanni Paolo II aveva detto che gli Ebrei “sono i nostri Fratelli Maggiori”, invitandoci a ricordare l’origine ebraica del Cristianesimo.
Papa Francesco si limita a dire che sono uomini e donne come tutti gli altri abitanti del Mondo, che non vanno esclusi dal genere umano.
Grazie Santità! Si vede benissimo che arrivare a tanto le è costato fatica, che di Fratelli preferisce, semmai, quelli dell’Amazzonia. Che bisogna rassegnarsi a non pestar loro i piedi perché non possano dire di essere perseguitati.
Papa Francesco sarebbe il figlio di una Chiesa troppo progressista?
Niente persecuzioni. È arrivato a dire. Per questo lo dovremo applaudire e, magari, farne l’apologia presso quelli che lo considerano un po’ troppo progressista.
O sbaglio?