Il Pri con Liliana Segre

«È sopravvissuta al campo di sterminio, e oggi, nell’involuzione democratica del terzo millennio, lo Stato è costretta a proteggerla da un incubo che si riaffaccia come un inquietante ritorno di un passato che la cultura democratica non è riuscita a cancellarne completamente i germi infettanti», così Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale del Pri. «Ma non saranno certamente gli odi scatenati da una parte politica irresponsabile e pericolosa a metterle paura. Tuttavia la paura dobbiamo averla noi: paura e attenzione. Noi, eredi del pensiero Mazziniano e della tradizione Repubblicana sappiamo da che parte stare: dalla parte di Liliana Segre e di quanti come lei sono vittime dell’infamia e della denigrazione. Dunque dalla parte del diritto e delle virtù civiche. Quelle virtù che si battono da sempre contro i fascismi di di ieri, di oggi e di domani. Quelli che ieri vestivano l’orbace e che oggi si annidano nei sovranismi che generano l’odio dal quale nasceranno i fascismo di domani».