Da simbolo a pennacchio, l’Edera tra traumi e paure

L’alleanza di maggio con +Europa, ancor più della solitaria alle politiche precedenti, è un’esperienza su cui soffermarsi, riflettere per trarre alcuni elementi utili allo sviluppo dei progetti futuri del Partito. È innegabile l’intrinseca paura dell’attuale base repubblicana di perdere la propria identità politica con la semplice assenza dell’Edera, del Simbolo, in caso di alleanza politica europea o nazionale con altri interlocutori e forze. Tale leitmotiv è ciclico, ci paralizza ripresentandosi ogni qual volta ci si approccio nel discutere anche solo della mera idea di dialogare con terze liste.

Il vero problema del Partito Repubblicano Italiano è la sparuta presenza negli Enti Locali, nei Comuni ancor più che nelle Regioni. Spesso, nelle sezioni o sui social, si è chiacchierato su quanto necessario sia riottenere la rappresentanza parlamentare, ma raramente si discute di consiglieri e sindaci. Non siamo un Partito in salute e bisogna anche avere il coraggio di iniziare a prendere atto che l’Edera rinvigorirà solo dal basso, da una presenza effettiva tra la Cittadinanza. Un Partito con una cinquantina di consiglieri comunali al Sud, altrettanti al Centro e lo stesso al Nord sarebbe vivo e non proverebbe paura di scomparire od essere fagocitato in caso di alleanze nazionali o europee.

Da questo punto di vista un plauso merita la FGR nella costruzione di un dialogo con la Gioventù Liberale Italiana e di recente l’apertura con la Federazione dei Giovani socialisti, la quale, assieme all’annunciata Scuola di formazione politica, sembra proporre un buon antidoto ad un PRI sempre più isolato di pari passo al proprio rimpicciolimento. Indipendenti sempre isolati mai, avrebbe a ragione aggiunto un repubblicano d’altri tempi. Dobbiamo ripartire dal piccolo, è dai consiglieri comunali che saranno eletti i parlamentari dell’Edera, non il contrario, poiché richiamando a testimone Cattaneo “la libertà non deve piovere dai santi del cielo, ma scaturire dalle viscere dei popoli”.