Corrado De Rinaldis Saponaro: «Il Pri è vivo e ha le idee chiare»

Già il documento redatto dal Segretario nazionale del Pri e da Massimo Andolfi, e che sarà presentato alla prossima direzione nazionale, era molto chiaro. E si strutturava proprio attorno a quei punti che suggeriva su L’Iniziativa Repubblicana Giorgio La Malfa. «Sì, questa è la nostra identità, dobbiamo far capire chi siamo», aveva aggiunto ieri Eugenio Fusignani. E il chi siamo si orientava su questo: sulla politica economica innanzitutto. Le azioni di governo di questi anni hanno fatto capire quanto originale (e quanto urgente) sarebbe il contributo repubblicano. Certo, una legge elettorale che favorisce ed esaspera le contrapposizioni certo non aiuta, non si possono nemmeno pensare azioni incisive nel lungo periodo, strutturali come dicevano un tempo i repubblicani. La ricerca del consenso obbliga ad inserire l’umore, impone scelte congiunturali, o meglio: che inseguono e tamponano l’emergenza.

Anche l’invito a caratterizzarsi per la politica estera è un invito che il Partito Repubblicano aveva già fatto tuo. Trump può non piacere. Ma questo non può assolutamente mettere in discussione la natura filo-atlantica della tradizione repubblicana. Né l’amicizia con Israele. Gli Stati Uniti d’Europa sono un sogno ancora possibile, ma questo non significa non essere critici con l’attuale concretezza storica dell’idea.

Mezzogiorno nell’Occidente. Il grande interesse del Partito per il sud era emerso ancora una volta nell’ultimo appuntamento di Napoli, in occasione degli Stati Generali. Un’azione per il rilancio del sud è anch’essa urgente e anch’essa caratterizzante.

Così torniamo a parlare del Partito, di dove sta andando, delle emergenze nazionali e internazionali (su tutte la Brexit) con il Segretario Nazionale del Pri Corrado De Rinaldis Saponaro.

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