Eugenio Fusignani: «Il Pri è sulla strada giusta».

Il Partito Repubblicano è, finalmente, sulla strada giusta. Questa in sintesi la posizione del vicesegretario nazionale vicario Eugenio Fusignani. Ieri Giorgio La Malfa, in un’intervista a L’Iniziativa Repubblicana, era ritornato sui punti strategici su cui deve insistere il Partito Repubblicano. Prima di tutto riscoprire la propria vocazione ‘mazziniana’. Non si è nemici per partito preso del liberalismo. Anzi. L’attenzione alla giustizia sociale crea consenso attorno ai valori delle liberal-democrazie, scriveva Keynes. Sottomettere l’economia e la finanza alla politica ha dunque anche la funziona di difendere le istituzioni e prevenire gli azzardi, utopici o reali che siano. E di frenare i populismi. In secondo luogo i Repubblicani devono riscoprire la loro vocazione europea, gli Stati Uniti d’Europa, accentuando la critica agli attuali assetti. Senza però rinunciare allo storico filo-atlantismo né all’amiciza con Israele. Infine il mezzogiorno. «La Svimez ha presentato il suo Rapporto annuale sulle condizioni economiche e sociali del Mezzogiorno. La novità è stata la partecipazione all’evento del Presidente del Consiglio, un segno molto importante – ha giustamente sottolineato Adriano Giannola, presidente Svimez- di attenzione per il problema del Mezzogiorno. La presenza del premier non è stato un fatto puramente formale. Nel suo intervento il Professor Conte ha detto diverse cose importanti». Ha fatto riferimento agli importanti interventi del scorso, ha lamentato l’azione frammentaria degli attuali approcci. E insomma: se riparte il sud, riparte l’Italia.

Sono tutti temi contenuti nel documento che il segretario Nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro e Massimo Andolfi presenteranno nella prossima Direzione Nazionale del Partito e che i nostri lettori hanno già potuto leggere.

Fusignani si sofferma anche sulla Scuola di Formazione ufficiale del Partito Repubblicano. «Era ora che il Partito si dotasse di strumenti di questo genere. La formazione, in senso repubblicano e mazziniano, ci aiuterà tutti a sprovincializzarci un po’. Nei Social c’è del Partito un’immagine falsificata. Ecco, ci dobbiamo liberare di quell’ambiente un po’ naïf, prendere le distanze dai pollai localistici. Abbiamo bisogno di eccellenze culturali e vedo che si sta andando in quella direzione, anche sul piano della comunicazione. Per prendere le distanze una volta per tutte da volgarità incompatibili con la tradizione repubblicana».

Ascolta l’intervista