Grandi speranze

Se ci rimettiamo alle parole del ministro dell’Economia Gualtieri nel corso di un’audizione sul decreto fiscale, il principale obiettivo del governo è di recuperare 3,1 miliardi con la lotta all’evasione. Salvato questo il parlamento può rimodulare i migliorare quello che gli pare, purchè le cifre complessive restino invariate. Roberto è un simpatico ragazzo che si cimenta con cose di cui ha una scarsissima esperienza tanto che è fin troppo facile e dispiace predirne il fallimento. Se il governo vuole recuperare dei soldi, magari non tre miliardi, ma una cifra di una qualche importanza entro il 2020 dall’evasione, dovrebbe varare un condono tombale, perchè nessuno mai anche più nerboruto di Gualtieri è riuscito a vincere l’evasione e in così breve tempo. Per cui mentre il governo si prepara a combattere i mulini a vento è già fin troppo chiaro l’assenza di una strategia generale di intervento. Non si vedono investimenti nè infrastrutture, si rischia sull’Ilva l’osso del collo e quello che più preoccupa è che gli stessi provvedimenti del governo, la plastic tax, ad esempio, è contrastata sin dalla sua stessa maggioranza. Un’altra ottima persona, il segretario del Pd Zingaretti ha detto infatti scoraggiato che se si intende continuare con i distinguo tanto vale sciogliere la compagine ministeriale e tanti saluti. Qui Zingaretti si muove in anticipo sul filo dei risultati elettorali. L’Umbria non fa particolarmente clamore, è pur sempre un campione ridotto, ma se il crollo si verificasse in Emilia Romagna, sarebbe un altro paio di maniche. L’arte della coalizione è tale da non saper resistere ad un capovolgimento annunciato dal sapore epocale. Si preparano eventi eccezionali, questa classe ministeriale stenta a saper gestire l’ordinario.