Giorgio La Malfa alla Camera dei Lord. «Il Pri faccia suo Keynes»

Lo spirito del recente libro di Alain Minc è già tutto nel titolo. Diavolo di un Keynes. Da un titolo così non ti aspetti una rigorosa disamina del pensiero dell’economista, né una ragionata analisi dell’attualità delle sue opere, alla luce della situazione attuale. E infatti è una raccolta dei tratti più sgradevoli della sua personalità, con la scusa dell’aneddoto si costruisce il ritratto di una personalità modesta, dotata, questo sì, di un ego smisurato.
Ma la pubblicazione in italiano, del saggio, lo ha recentemente sottolineato Giorgio La Malfa in una recensione su Il Sole 24 Ore è sintomo che c’è tanta voglia di Keynes. E quando il pubblico ha appetito si accontenta un po’ di tutto. La Teoria Generale, recentemente pubblicata da Mondadori nella collana dei Meridiani, non solo è un capolavoro che vale la pena recuperare, ma può essere di grande attualità. «Il compito degli economisti è dare un contributo al miglior funzionamento dei sistemi liberali. Ma per farlo bisogna chiarire quali siano i problemi e interrogarsi sulla loro natura». Il pensiero Keynesiano non distrugge le fondamenta dei sistemi liberali ma anzi ne aiuta la tenuta, in nome della giustizia sociale. E questo per mantenere un consenso che la gravità dei problemi economici potrebbe minare.

Keynes fu anche un letterato. È elegante la prosa, sono numerose le citazioni, Freud, Einstein, Ibsen. All’inizio del 1908, quando a Keynes venne negata una followship al King’s College, il giudizio su di lui di uno dei membri della commissione fu il seguente

Mi permetto di dubitare che il signor Keyes abbia sufficientemente colto la differenza fra lo stile proprio della letteratura e quello adatto all’investigazione logica e scientifica; […] il risultato è tale da creare delle perplessità in un rozzo logico che ha soltanto l’ansia di stabilire quale sia di fatto il vero sviluppo e la base dell’argomentazione

È un’opera di grande valore e grande pregio, e di grande complessità, proprio perché i meriti sconfinano da una singola disciplina. Il lavoro di Giorgio La Malfa è qualcosa che non può appassionare. Ha già avuto tantissime presentazioni, tutte d’eccellenza, che abbiamo già segnalato. Ma il palcoscenico più prestigioso deve ancora arrivare. Il prossimo 18 novembre sarà presentato presso la Camera dei Lord.

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