Michele Polini: «A dicembre presenteremo il Pri». Un Sisifo sorridente

Pare brutto tirare in ballo Albert Camus, che diceva che la Cultura è l’urlo degli uomini in faccia al loro destino. Insomma, lui ne faceva proprio una questione esistenziale. Perché mettere a fuoco il suo senso è proprio lo scopo dell’uomo. Un lavoro mai completamente compiuto, sempre a vuoto, sempre da rifare, da ricominciare da capo. Roba da masochisti. È come Sisifo, dice Camus. Condannato a un lavoro inutile. Come inutile è la Conoscenza. Perché Sisifo porta il suo sasso alla cima del monte. E sa che rotolerà di nuovo giù. E sa che dovrà tornare a valle, ripartendo da zero.

La cultura però è formazione. È la consapevolezza del proprio esserci, e del proprio infinito valore. Il segreto, diceva Camus, sta nell’immaginarci un Sisifo sorridente. La differenza è qui. Amare il proprio lavoro anche quando non sta portando da nessuna parte. La Scuola di formazione del Partito Repubblicano vuole proprio far questo: far sorridere. Dare un senso e una direzione a chi ha paura di vedere un Pri senza orizzonte, senso e scopo. C’è bisogno di indirizzo e guida. E il resto verrà da sé. Qualità chiama qualità.

Con Michele Polini continuiamo a parlare del progetto, che sarà presentato ufficialmente a dicembre. L’occasione per fare il punto anche sugli argomenti di più stretta attualità…

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