I Giovani Socialisti con i Giovani Repubblicani: «Siamo sentinelle coscienti del mondo»

I Socialisti ti raccontano di un sogno con la bandiera, rossa come quella repubblicana, rossa perché quella repubblicana, di un sole dell’avvenire che, per un repubblicano, aveva già questo che non andava molto. Che era, appunto, dell’avvenire. Arcangelo Ghisleri li chiamava ‘mistici’ per questo i socialisti. Perché non gli sembravano impegnati sull’agire concreto, ma rinviavano tutto a un domani di là da venire.

«Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro» (Pietro Nenni)

Oggi importa poco, comunque importa di meno, perché il socialismo è l’idea che la giustizia sociale, che certo non viene dal cielo, possa mettere radici. Perché in questi anni il liberismo ha fatto la voce grossa. Ne ha approfittato, delle sue alternative storiche sono rimaste rovine. E le nostre società hanno fatto i conti con il volto peggiore. Quello che ti dice che l’economia è una necessità. Che la politica non può far altro che subirne le regole. Che i tentativi di proteggere almeno i più deboli sono azioni che vanno contro il buon funzionamento dei mercati. Non nascondiamocelo: ha fatto la fortuna dei populismi e della demagogie, il fatto che ci siamo sentiti dire che lo Spread condiziona i governi. Che il nervosismo dei mercati detta le regole e le agende. Non è così che doveva andare.


Ecco che oggi repubblicani e socialisti hanno un compito comune. Bene i distinguo, bene rivendicare la propria diversità e farne una questione identitaria. Ma oggi c’è da ‘immaginare’ una nuova politica, dove la giustizia sociale abbia la sua dignità e il suo posto nelle agende di chi conta. Bisogna far spazio all’idea che le azioni di governo non devono inseguire il contingente, anche a causa di una legge elettorale che parcellizza la guida, ma avere progetti del lungo periodo. La si chiamava Programmazione.
La Fgs si sta muovendo, e bene. Perché i giovani hanno una responsabilità in più: devono pensare alla formazione della classe dirigente, al partito che verrà. E il presente dei Giovani Socialisti è fatto di incontro e confronto, anche con i Giovani Repubblicani di Marco Spina, e di tante cose da fare, anche insieme. Perché se c’è fame, c’è fame anche di dialogo. Ne abbiamo parlato con il segretario nazionale, Enrico Maria Pedrelli.

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