Hegel e la Logica. Un itinerario nella mente di Dio

La recente conferenza a Montecatini, con Mauro Cascio ospite di Filippo Goti, è servita almeno a far parlare una filosofia forte, che vuole comprendere il mondo e ordinarlo. A partire dal Logos, cioè dalle condizioni che rendono possibile qualsiasi esperienza. Quello che c’è fuori dalla mia comprensione, isolato dal mio pensarlo, è il dato empirico, dominio della scienza e della tecnica. Augusto Vera, uno dei più grandi hegeliani del XIX secolo diceva che addirittura di ‘logiche’ ne esistono due, là dove alla Logica manchi l’idea di Fondamento: una infinita e una finita, una eterna ed assoluta, secondo le quali le cose sono fatte, ordinate e pensate, ed una accidentale, relativa e “come inventata per le nostre facoltà e il nostro utile”.

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Hegel ha dimostrato con chiarezza “che non può esservi che una sola logica, la quale non deve solamente essere una logica assoluta, ma rappresentare un elemento integrante dell’essere assoluto… Solo una di esse può fornire un criterium assoluto e delle leggi invariabili e universali, l’altra non è affatto una logica, ma piuttosto una fonte di errori e di illusioni. Pertanto bisogna ammettere che vi è una ed una sola logica, ritenuta per ciò stesso l’assoluta logica, o il Logos assoluto, secondo il quale le cose sono razionalmente e assolutamente fatte e pensate, e, di conseguenza, che tutto ciò che è o che può essere, tutto ciò che si muove nel cielo e vive nella terra, il sole, gli astri, come pure le piante, gli animali e l’uomo, tutto è sottomesso a leggi logiche, tutto trae da esse una parte integrante di sé…”.