Ex Ilva. Così è se vi pare

Come al solito, ancora una volta l’ignaro cittadino italiano non viene messo nelle condizioni di capire in modo definito le questioni importanti ed essenziali che avvengono nel nostro Paese. Questa è l’amara constatazione da evidenziare a proposito della decisione espressa da ArcelorMittal di ritenere non più attuale il contratto di acquisto degli stabilimenti siderurgici della ex ILVA di Taranto. E ciò in quanto (dicono) è stato disatteso un essenziale riferimento contrattuale: l’approvazione da parte del parlamento italiano della norma che impedisce l’eventuale azione penale nei confronti della dirigenza aziendale (durante il periodo di attuazione del programma di interventi di ristrutturazione e di bonifica ambientale) per reati connessi proprio allo stato di illegalità in atto, e per ovviare ai quali si sta intervenendo. In questi giorni è infatti “decaduto”, per mancata ratifica del parlamento, l’apposito decreto legge che conteneva il previsto scudo protettivo per i problemi di cui sopra. Il governo contesta la decisione di ArcelorMittal con una affermazione altrettanto netta: la norma sulla protezione penale non era nel contratto, e non può essere invocata per giustificare il recesso contrattuale. Sembra di essere nel pieno dello svolgimento della commedia pirandelliana: Così è se vi pare. Ma questa in atto è purtroppo una grande tragedia. Se si dovesse arrivare alla chiusura degli stabilimenti produttivi, come sarebbe ineluttabile che avvenisse qualora l’acquirente portasse sino in fondo la sua decisione di disimpegno, ben 10.000 lavoratori diretti perderebbero il loro posto di lavoro; ed ad essi se ne aggiungerebbero altri 4.000 lavoratori dell’indotto. Ma si potrebbe innescare un effetto negativo sul Pil nazionale pari a -1,4%, ed una perdita economica di circa 24 Mld di euro. È da aggiungere che tutto il sistema produttivo nazionale (produzione di trasformazione) verrebbe repentinamente privato della principale fonte di approvvigionamento di acciaio, materia prima questa essenziale. Quali siano i sentimenti e le angosce che in questi momenti stanno attanagliando l’opinione pubblica italiana, ed in particolar modo i lavoratori coinvolti, assistendo all’indecoroso scarico delle parti tra il gruppo industriale multinazionale ed il governo nazionale, è facilmente immaginabile, ed è altrettanto inqualificabile; se si tiene conto che già con il precedente governo Conte 1 si era aperta la diatriba di contestazioni reciproche tra le parti contrattuali, senza riuscire a sciogliere il nodo. A questo punto è indifferibile e necessaria una immediata e chiara interpretazione dei fatti contrattuali nella sede del parlamento nazionale. In quella sede il governo deve produrre l’univoca narrazione degli eventi, assumendone le responsabilità di quanto indicato, e provvedendo conseguentemente a fornire il quadro giuridico dell’accordo sottoscritto con ArcelorMittal, indicando le eventuali responsabilità (anche politiche) dei soggetti in campo,e tutelando opportunamente tutti gli interessi nazionali.