Legge di stabilità 2020: si discute del nulla

Il sistema politico italiano sta fornendo uno spettacolo indecente, indecoroso con il dibattito sulla legge di stabilità 2020; senza alcun rispetto per l’immagine internazionale del nostro Paese. E ciò solo per contendersi il consenso elettorale degli ignari cittadini, storditi e fuorviati dalla cagnara messa in atto, indistintamente, tra i partiti di maggioranza, e tra quest’ultimi e quelli di opposizione. La realtà è che tutti stanno dando prova di assoluta incompetenza, senza alcuna considerazione verso la Repubblica, lo Stato, le istituzioni. Sembra che in questo momento per il sistema politico italiano conti una sola questione: le prossime votazioni per l’elezione del presidente della regione Emilia – Romagna; ed a questo appuntamento viene subordinata ogni altra esigenza, anche se ampiamente prioritaria per le reali ed effettive prospettive del Paese. Conseguentemente la legge di stabilità 2020 non viene ideata e gestita per tracciare un percorso utile per innescare e realizzare la crescita economica; bensì per abbindolare l’elettorato e carpirne il consenso. Si litiga, ci si accapiglia in modo strumentale. Come stigmatizzava Romeo, rivolto a Mercuzio, nella tragedia shakespeariana, anche noi oggi possiamo dire ai partiti politici nazionali: «Voi parlate del NULLA». Infatti ogni proposta, ogni critica formulata da qualsivoglia partito politico non è mai finalizzata a risolvere la crisi economica del Paese, ma ad aumentare i consensi elettorali, o a cercare di contenere l’eventuale perdita di voti. Assistiamo attoniti al parossismo di partiti politici che polemizzano duramente (e strumentalmente) su come eliminare un tributo (23,1 Mld di Iva ) che loro stessi hanno introdotto nel corso degli ultimi 2 anni: ed in tutto ciò volendo anche dare l’impressione di essere assolutamente non responsabili del tributo a suo tempo deliberato. Il guaio per loro è che per “disinnescare” l’aumento dell’Iva sono obbligati a mettere in campo un provvedimento che necessariamente deve prospettare nuove tasse, gabelle e nuovi tributi, e bisogna anche aumentare il debito pubblico di ulteriori 16 Mld, provocando così nuovi danni strutturali presenti e futuri. Nel contempo poi cercano con ogni marchingegno di esorcizzarne le proprie gravi responsabilità, innescando tra di loro polemiche strumentali. Cosa è questo comportamento se non il sintomo grave ed evidente di una schizofrenia politica acuta; che poi è essa stessa tra le cause fondamentali dei mali dell’Italia. E poi, può un sistema politico nazionale, che dovrebbe essenzialmente proiettarsi e impegnarsi in tutto e per tutto per il conseguimento del bene del Paese, provocare ed alimentare una sterile e patetica polemica sulla “sugar Tax” i cui effetti fiscali non superano lo 0,02% del Pil? O su come va trattato fiscalmente un fring-benefit aziendale, che in quanto tale dovrebbe rientrare nella casistica di routine, regolamentata ormai da tempo, essendo in vigore da almeno un ventennio? In un Paese con un corretto e fisiologico svolgimento della vita politica, ciò non potrebbe aver luogo; in Italia invece tutto ciò diventa una bandierina politica da sventolare, perchè potrebbe rappresentare l’occasione per lucrare qualche dividendo elettorale. Ed ancora perché l’opposizione non conduce una feroce battaglia politica per imporre al governo una forte azione tecnico-politica di contrasto all’evasione fiscale? Sono ormai trascorsi più di dieci anni da quando l’allora Governatore di Banchitalia (M. Draghi) etichettò come “vera macelleria sociale” il fardello di 120 Mld annui di evasione fiscale. Si sono succeduti governi di vario colore, e differente coalizione, ma tutto continua come prima. Perché il sistema politico non elimina gli impedimenti burocratici messi in atto dalla burocrazia e/o dall’Autority per la privacy? Perche si consente tutto ciò, anche se trattasi di impedimenti noti, e tecnicamente superabili senza alcuna particolare difficoltà? Ma in Parlamento e nei mass-media i rappresentati politici non si confrontano su questi temi fondamentali per le future fortune del Paese, ma cercano di produrre ed alimentare una polemica politica senza alcun serio costrutto, ma con l’unico obiettivo di strappare consensi elettorali. Forse sarebbe il caso, a questo punto, di riproporre il noto epiteto di Grillo del “vaffa”. Ma noi siamo legati positivamente alla Politica ed alle Istituzioni, e quindi prospettiamo una proposta di Legge di stabilità 2020 seria, efficace, e del tutto alternativa.